Data sessione: 03/01/2019
La torre non è molto grande, giusto un avamposto con lo spazio sufficiente per una decina di persone. All’entrata vengono accolti da un ragazzo sulla ventina che saluta Lyath e le chiede la natura della loro presenza. Vengono portati in un refettorio, dove il ragazzo fa cenno alla tiefling di seguirlo per poter parlare in privato. Nella stanza accanto consegna alla ragazza una lettera dicendole che è da parte del maestro Dardanos, il quale è passato un paio di giorni prima diretto a sud; le chiede informazioni sui suoi compagni e la ragazza coglie l’occasione per informarlo che le ragazze sarebbero state sue ospiti fino a nuovo ordine. Nel mentre Esfarien e Medrash curiosano in giro, trovando armi e passaggi nascosti, guardando alla finestra Esfarien vede i segni del passaggio dei bulette. La tiefling e il ragazzo tornano e il gruppo inizia a cenare; Esfarien ne approfitta per chiedere al ragazzo dove conduce una botola che hanno scoperto prima, viene così a sapere che è l’ingresso alla cantina, luogo da cui parte un tunnel di fuga che va a spuntare dietro una cascata abbastanza lontano dal luogo in cui si trovano. Tutti si ritirano per la notte e Lyath ne approfitta per leggere la lettera, appena aperta trova una seconda busta sigillata e una lettera: “La situazione è più grave di quanto pensassi, sono andato a Neverwinter a leggere alcuni tomi e lì ho incontrato i capi dei Figli della Notte. Sono sulle vostre tracce. Per l’oggetto che cercate andate alla Taverna dell’Orco, c’è una persona che può aiutarvi con cui ho fissato un appuntamento.” Nonostante l’ora tarda Medrash ed Esfarien decidono di andare a cercare i cavalli, fuggiti durante la lotta contro i bulette. Arrivando al limitare della radura riescono a trovare sia i segni lasciati dalle ruote del carro che, in direzione opposta, delle impronte di zoccoli. Seguono i solchi e poco dopo trovano il carretto schiantato contro un grosso masso, fortunatamente i due cavalli che lo conducevano sono illesi poco distanti. Riprese le bestie tornano indietro per seguire le orme, poco avanti recuperano il terzo cavallo ma arrivati nei pressi di un fiume perdono le tracce del quarto. Sconsolato nel profondo per la perdita di un altro carretto Medrash dice a Esfarien di tornare alla torre e interrompere le ricerche. Al mattino i due informano la tiefling che hanno recuperato i cavalli e decidono di tornare in città, nessuno dei tre è capace di cavalcare a pelo quindi mettono i pochi averi in bisacce improvvisate e partono tenendo i cavalli per le briglie. Fuori dalla portata d’orecchio del ragazzo Lyath dice ai compagni della lettera del maestro, sa dove si trova la locanda citata e sa che si tratterebbe di una deviazione di massimo una giornata. I due acconsentono e seguono la tiefling. Mezza giornata di cammino dopo i tre sono davanti alla locanda, lasciano i cavalli a uno stalliere ed entrano. Un focolare scoppietta al centro, tre tavoloni sono addossati alle pareti, un bancone con due mezzorchi che stanno spillando da bere è in un angolo, a un tavolo sono seduti due avventori, in un altro angolo un gruppo di mezzorchi sta giocando rumorosamente a freccette e in un tavolino una mezzelfa in armatura sta bevendo da un boccale. Arrivano al bancone e ordinano da bere all’oste, nel mentre che vengono serviti chiedono se nei giorni precedenti sia passato qualcuno di insolito o se sia arrivato qualcuno che ha detto di stare aspettando qualcun altro. Il mezzorco si rivolge alla moglie, la quale dice che l’unico soggetto degno di nota sia stato un vecchio amico, un umano chiamato Dardanos. Lyath si illumina e dice che l’uomo è il suo mentore, la mezzorca risponde che le è stato detto di dire di cercare una mezzelfa, ma non ha altri dettagli in merito. Girandosi verso la sala i tre notano che la ragazza seduta sola al tavolo si è alzata e sta andando nella loro direzione con passo un po’ barcollante. Si presenta dicendo di chiamarsi Amrunithil e li invita a seguirli nella sua stanza per parlare, i tre sono un po’ perplessi ma la seguono. Oltrepassano il gruppo di mezzorchi, scendono le scale che portano alle stanze ed entrano in una seguendo la ragazza. Amrunithil spiega che nei giorni precedenti un messaggero magico le ha detto di aspettare alla locanda delle persone che l’avrebbero aiutata in una sua missione, due giorni e molte pinte di birra dopo, quando ormai aveva deciso di tornarsene per strada, compare questo strano trio, e ascoltando la loro richiesta capisce di aver trovato i suoi obbiettivi. Lyath per eliminare ogni dubbio le chiede se sappia dove si trova la Grotta del Silenzio, dopo la risposta affermativa le allunga la lettera lasciata dal maestro. La mezzelfa legge avidamente le parole e, appena finito, accetta senza alcuna obiezione l’incarico di fare da guida. Escono dalla stanza intenzionati a partire immediatamente, ma passando nuovamente fra gli orchi Medrash viene trascinato all’interno del gioco. Esfarien e Amrunithil si uniscono, mentre Lyath si appoggia al bancone e osserva la scena boccale alla mano. Il trio fa uso delle proprie capacità, anche arcane, e vincono a man bassa accendendo l’animo degli avversari. Parte la rissa e dopo poco i mezzorchi sono un po’ malmessi, cercando di evitare una strage Lyath allunga qualche moneta d’oro al taverniere e fa offrire da bere ai mezzorchi. Mentre questi si lanciano su una botte la tiefling guarda schifata i tre mentre raccattano delle monete da terra, evidentemente intenti a rubarsele a vicenda, e gli grida di darsi una mossa. Uscita è come pervasa da un senso di leggerezza, insospettita rientra, tenta di castarsi un’armatura magica; il fallimento è la conferma di come nella locanda vi sia qualcosa che blocchi gli incanti che non siano molto blandi. Ripartono alla volta della città, dopotutto devono tornare a fare rapporto alla gilda e a intascarsi la ricompensa del duca. Lungo la strada trovano una stazione commerciale dove riescono ad acquistare le selle per i
Data sessione: 13/12/2018
Attorno al fuoco il gruppo si prepara per coricarsi, nel mentre Lyath e Medrash si concentrano sul libro recuperato dalla tiefling. È scritto in draconico e Medrash lo traduce per i compagni: sono spiegati dogmi e dettami del culto, compaiono spesso riferimenti a personaggi, luoghi e avvenimenti che fanno tornare alla mente del dragonborn la vita precedente (specialmente i riferimenti al condottiero Wade Crone che in questo testo viene considerato un profeta). Il tomo è voluminoso e dopo un’oretta Medrash lo accantona decidendo di continuare la lettura in un secondo momento. Il mattino dopo il gruppo è in strada; si appropriano del carretto, dei cavalli e delle tende, danno fuoco al resto e ripartono. Nel primo pomeriggio stanno percorrendo un sentiero all’interno della foresta quando sbucano in una radura, alla fine vi è una torre e Lyath avvisa che hanno raggiunto la destinazione. Medrash indica una figura che si sta sbracciando da una finestra, ma la distanza è troppa per poter capire cosa stia dicendo. Improvvisamente la terra trema e un bulette spunta tra Lyath e Lara, mandandole a terra. Doloranti le ragazze si rialzano e ingaggiano subito la creatura, bruciacchiandola e tagliuzzandola. Medrash segue immediatamente, invocando la sua arma spirituale e benedicendo i compagni. Il bulette si concentra su Lyath, ma la tiefling riesce a evitarlo con facilità. Sono tutti intenti a fronteggiare la creatura quando con un urlo un secondo bulette spunta tra gli alberi e si lancia su Lara. Il fronte si divide: Lyath ed Esfarien si accaniscono sul primo bulette, mentre Medrash va in soccorso della guerriera. Dopo un secondo incanto infuocato la tiefling tira fuori una fionda (Esfarien è percorso da un brivido) e inizia a gettare pietre incantate contro il suo avversario; anche Esfarien fa la sua parte, ma la pelle della creatura sembra troppo coriacea per la lama del mezzelfo. Dall’altra parte Lara sembra avere la situazione sotto controllo e, sferrando un pesante fendente, ordina a Medrash di andare ad aiutare i compagni; il dragonborn obbedisce e si avventa ferocemente sul bestio. La battaglia infuria, sia gli avventurieri che i bulette sono ossi duri che non vogliono cedere, ma, dopo uno colpo particolarmente accurato dell’arma magica di Medrash, il primo bulette crolla a terra morendo soffocato nel suo stesso sangue. I tre si fermano un instante per riprendere fiato quando si accorgono che non sentono i rumori della seconda battaglia, veloci raggiungono Lara e la vedono riversa a terra sotto il cadavere del secondo bulette. Lyath si affretta a lanciarle un incanto di stabilizzazione mentre Medrash ed Esfarien cercano di tirarla fuori da sotto la bestia. Una volta liberata e stabilizzata Medrash invoca il potere del Dio e la ragazza riprende i sensi, si alza e ringraziando il dragonborn va a recuperare la spada dal cadavere della creatura. Guardando i cadaveri delle creature Medrash informa i compagni della loro natura e suggerisce di cercare di prendere alcune scaglie, materiale molto resistente con cui poter fare realizzare parti di armatura (Lyath ne prende 3 e Medrash 10). Finito di sbudellare le bestie il gruppo si dirige alla torre.
Data sessione: 03/12/2018
Lyath raggiunge il cadavere dell’incantatore e inizia a frugargli nelle tasche alla ricerca di qualcosa che possa dare maggiori informazioni su qualsiasi aspetto della precedente mezz’ora. La frugalità che sembra caratterizzare questo gruppo si estende anche a questo soggetto, visto che la tiefling riesce a trovare solo tre oggetti in mezzo agli stracci: un kit da erbalista, una fiala e un grosso libro; mette da parte i primi due oggetti e si concentra sul tomo: voluminoso, la parte frontale reca il disegno di un Ouroboros, aprendolo la ragazza si trova davanti un linguaggio indecifrabile. Stizzita lo richiude e lo ripone nella bisaccia. Torna dai compagni e li trova accanto alla strada poco oltre la fine della discesa, hanno trovato il campo nemico e sono intenti a spostare i cadaveri in una tenta sperando di nasconderli alla vista di eventuali viaggiatori. Dando una mano al gruppo si accorge che tutti i cultisti recano tatuato il simbolo visto sul libro e che alcune maschere sono uscite indenni dallo scontro, motivo per cui decide di intascarsele. Finito l’ingrato compito Medrash decide di controllare le tende, sta per entrare nella prima quando Lara lo afferra per un braccio, gli gesticola di tacere e gli indica un punto verso la fine della radura. Lyath si accorge dello scambio fra i due e invita caldamente Esfarien a rendersi utile a andare a controllare, cosa che il mezzelfo fa andando a posizionarsi dietro una roccia. Il dragonborn segue l’esempio del compagno e si avvicina dalla parte opposta usando come scudo gli alberi. Dalla sua posizione Esfarien osserva quattro cavalli e uno zelota che li sta tenendo a bada; osservandolo meglio il mezzelfo crede di capire il perché sia stato messo a fare da stalliere, infatti lo vede chinarsi spesso a raccogliere briglie cadute e borbottare fra se stesso cose non proprio coerenti. Per questo esce dal suo nascondiglio e gli si avvicina sorridendo. Il tipo sembra spaventato, ma Esfarien lo rassicura dicendo che non si tratta di chi lui pensa. Il tizio risponde che qualcuno li ha attaccati e lui è stato mandato a fare la guardia ai cavalli e ora aspetta che i compagni gli dicano qualcosa. Esfarien risponde che non sa niente di ciò, ammicca verso il carretto lì accanto e dice di essere un mercante e di aver merce da vendere alla sua compagnia. Il tipo non è convinto, dice che il carretto appartiene al suo gruppo e chiede al mezzelfo se anche lui faccia parte del suo gruppo. Esfarien annuisce e il tipo finalmente si avvicina, va verso l’albero dietro al quale è nascosto Medrash e lega i cavalli. La conversazione è durata anche troppo e mentre il tipo cerca di capire dove il mezzelfo fosse stato fino a ora, Esfarien passa all’azione e il tipo cade a terra come un sacco di patate. Vedendo la situazione sotto controllo Medrash torna alle tende, da una recupera una bisaccia il cui contenuto consiste di un nutrito numero di lettere, alcune scritte in una lingua che lui riconosce essere draconico. Una è sigillata con il simbolo dell’Ouroborus, il dragonborn decide di aprirla e una rapida letta gli permette di capire di stare leggendo il testo di una profezia: è riportata l’accurata descrizione del suo gruppo, con istruzioni di dove e quando trovarli. Trova anche corrispondenza tra il capo zelota sconfitto (Turgon) e membri della setta (fra tutti risalta un certo Mr. Hammock con il quale era in corso una pianificazione abbastanza accurata su come anticiparli e poterli usare per recuperare il Brodwan), pagamenti, obblighi di proselitismo e un appunto sulla destinazione finale (l’entrata della Grotta del Silenzio). Soddisfatto della sua scoperta va dal prigioniero per interrogarlo, lo sveglia e viene affiancato da Lyath, la quale cerca di mettersi in posa minacciosa con tanto di fiamma accesa in mano. Il tipo è terrorizzato e risponde balbettando alle domande di Medrash: dice di chiamarsi Tordo, è l’addetto ai cavalli e alle vettovaglie. Assieme agli altri stava aspettando il gruppo da un paio di giorni dopo avere atteso anche a Dunsley. Sull’organizzazione della setta dice che il suo immediato superiore è Turgon, il quale risponde a Mr. Hammock, sopra di lui il Circolo dei Priori e il Sommo, figura all’apice che ha visioni dell’Oltre. Sembra che da una di queste visioni sia arrivato l’ordine di ucciderli perché altrimenti sembrerebbe incombere la fine del mondo (“il tempo è vicino” sembra essere una frase ripetuta spesso dai cultisti). La capitale è il luogo da cui è partito l’ordine di andare a Dunsley per cacciarli. Finito di interrogarlo il gruppo discute se lasciarlo andare o meno, la discussione va per le lunghe fino a che Lyath si stanca e lancia sull’inerme prigioniero un paio di incantesimi che lo riducono a un mucchio di cenere. Schifati, i suoi compagni la guardano mentre la tiefling si allontana per andare a riposare.
Data sessione: 23/10/2018
La tiefling lancia velocemente un incanto e obbliga l’uomo a immobilizzarsi, consentendo al compagno di arrivargli alle spalle e di comprimergli il collo. La tiefling lancia un altro incanto di veleno che, però, non basta a mandarlo ko, rimedia Medrash che lo immobilizza con un altro incanto. Fatto ciò, attenta a non farsi né vedere né sentire, Lyath apre la porta della stanza, fa cenno al compagno di entrare coprendo gli occhi all’uomo, e gli indica di metterlo sul letto prono. Iniziano a mettere a soqquadro la stanza, fino a che un flash ricorda ai due di una valigetta caduta all’uomo quando lo hanno assalito; fortunatamente è ancora fuori dalla porta e nessuno sembra accorgersi di una mano squamata che la trascina nella stanza. Tenendo d’occhio l’uomo Medrash fa cenno a Lyath di sbrigarsi; la tiefling armeggia un po’ prima di riuscire a scassinarla ma alla fine riesce ad aprirla. All’interno trovano una borsa con 150 MO, che viene velocemente intascata, e vari documenti dai quali la ragazza tira fuori, dopo una veloce scorsa, quello firmato dal Prestascudi. Ottenuto il bottino i due escono velocemente dalla stanza e vanno al pian terreno, dove Esfarien sta ancora intrattenendo un discreto numero di persone. Il mezzelfo vede il cenno che gli viene fatto dai compagni e qualche minuto dopo la loro uscita intona le ultime note; la performance gli ha fruttato 5 MO, una rosa e numerose richieste di autografi (eccellente Sommo Marian, eccellente!). Rapidamente si dirigono alla gilda, prestando attenzione sufficiente per sentire stralci di conversazioni dei paesani, tutte accomunate dal fatto che parlano di misteriose persone in abiti scuri e maschere dorate che per qualche motivo stanno incutendo paura in giro. Una volta entrati nella gilda la tiefling sbologna l’oro ai compagni e corre dal capo a consegnare i documenti; la mezzelfa assicura che sarebbero arrivati il prima possibile al duca, e informa la ragazza che le ospiti devono lasciare la gilda entro due giorni, dicendo di usare le gallerie e di portarle in una casa di proprietà della gilda in mezzo al bosco a una giornata di cammino dalla città. Aggiunge di convincerle a rimanere in zona per un po’, nel caso la situazione cittadina degeneri e ci sia bisogno della loro presenza per cercare di sedare gli animi. La tiefling torna quindi dai compagni, sintetizza l’incontro col capo e decidono di prendersi la giornata successiva per riposare e fare le compere necessarie per ripristinare le scorte da viaggio. Il compito di parlare con le ragazze viene dato a Esfarien, che va nella loro stanza e con la sua eloquenza raggiunge abbastanza rapidamente il risultato sperato. La notte della fuga dalla città infine arriva; il gruppo scende nei cunicoli sotterranei della gilda e viene condotto da Lyath fino all’imbocco di un passaggio scavato nella nuda terra, la tiefling fa accendere le torce e avvisa di tenere le mani appoggiate sulla parete, dove delle scanalature consentono di orientarsi. Il percorso è complicato, ricco di biforcazioni, ma la guida della tiefling permette ai cinque di tenersi sulla via che si allontana maggiormente dalla città; una ventina di minuti dopo una fioca luce annuncia la fine del percorso e vengono spente le torce. Lyath esce in avanscoperta e torna poco dopo dicendo di essere abbastanza lontani dalle mura cittadine da poter essere visti con difficoltà, ma consiglia prudenza e non lascia accendere nessuna fonte luminosa; escono e camminano fino all’alba all’interno di un canneto, risalendo il corso del fiume. Fanno una piccola sosta al limitare della campagna, in un punto non coltivato da cui inizia a infoltirsi la foresta; Lyath ne approfitta per castarsi un’armatura magica mentre Esfarien è preso da un insolito senso di nostalgia mentre ha reminiscenze della sua vita precedente. Il cammino riprende, arrivano sulla strada che porta a ovest e avanzano tranquillamente, incrociando occasionalmente qualche viandante, fino all’inizio di una discesa. La strada vira lateralmente e la visuale è ostruita da delle rocce, tutti sono sovrappensiero e vengono fermati da Marina che riferisce di sentire qualcosa che non le torna. Lyath, l’unica senza un’armatura ingombrante, si avvicina e facendosi scudo con un albero cerca di capire cosa abbia turbato la ragazza. Effettivamente al centro della strada c’è una figura con addosso una tunica e in mano un flagello che si sta guardando attorno. Sapendo che non ci sono templi nelle vicinanze la ragazza avvisa i compagni, Medrash propone di creare un’illusione per capire se si tratta di malintenzionati o meno: rumori di una pattuglia a galoppo in avvicinamento, con tanto di tremore del terreno. Lara viene mandata a fare da palo e l’idea viene messa in atto immediatamente, poco dopo la ragazza riferisce che non si è mosso. Il gruppo si mette a discutere sul da farsi e si accorge all’ultimo momento di cinque individui in avvicinamento; sono tutti vestiti con una tunica marrone e indicano il gruppo dicendo “eccoli, eccoli”. Lyath punta loro il bastone intimando l’alt ma questi ridacchiano dandosi il gomito, “sono proprio loro”. Una figura più piccola delle altre avanza, indossa anche lui un saio marrone, una maschera gli copre metà del volto e intona con voce solenne “Noi siamo i Figli della Notte, veri redentori di questo mondo. Potemmo convertirvi se le vostre anime non fossero già perdute”. Medrash risponde chiedendo di quale divinità siano i seguaci, ma non ottiene risposta. La figura riprende a parlare e dice che devono fermare la missione del gruppo, Medrash alza la voce cercando di farli desistere ma non ottiene nessun effetto. I due gruppi ingaggiano quindi battaglia. Quattro dei cultisti si lanciano sul gruppo brandendo flagelli, mentre il quinto rimane in disparte e inizia a cantilenare; i quattro vengono facilmente uccisi, ma il quinto riesce ad ammaliare Esfarien che attacca prima Medrash e poi Lyath. Fortunatamente le abilità da combattimento del mezzelfo non sono granché e nessuno dei due colpi va a segno; l’incanto si dissolve dopo poco e Medrash ha tempo sufficiente per vedere l’incantatore nascondersi dietro un albero. Altri cultisti si uniscono alla
Data sessione: 09/10/2018
Al mattino Esfarien e Lyath si accorgono che il compagno non è tornato. Credendo sia successo qualcosa decidono di andare a controllare la casa dei Verdefoglia, usando il pretesto della riscossione del compenso. Giunti all’abitazione notano come attorno vi sia una notevole confusione, ma prima che possano arrivare alla porta d’ingresso vengono fermati da una guardia, che con modi molto burberi chiede il motivo della visita. I due si fanno riconoscere e domandano il motivo di tanto movimento, ricevendo una risposta vaga sul fatto che la figlia del padrone di casa sia scomparsa e di come si tema un rapimento. Congedandosi si recando sul retro cercando di capire se siano ancora a casa del vecchio Borland, domanda che viene soddisfatta appena girato l’angolo. Si accorgono, infatti, che la porta è aperta e sentono dall’interno provenire delle voci, capiscono che qualcuno sta parlando al vecchio e colpisce la loro attenzione la frase “avresti dovuto vederla, la sua finestra dà sulla tua”; capendo che le ragazze non si trovano più lì si allontanano. Nel mentre Medrash viene accompagnato in una stanza assieme alle ragazze, venendo raggiunto poco dopo dalla ragazza che avevano visto alla portineria dell’entrata pubblica della gilda. La ragazza è visibilmente alterata e rimprovera Medrash che essendo un ospite non può permettersi di portare dentro gente a caso, sopratutto le due ospiti attuali considerando che un’ispezione improvvisa abbia la certezza di scatenare una guerra civile. Il dragonborn capisce la situazione e spiega alla ragazza che l’unico motivo per cui le ha portate alla gilda è per chiedere un aiuto per farle uscire dalla città e, per questo motivo, chiede la cortesia che mandino qualcuno a cercare Lyath. La ragazza sbuffa, realizzando che la tiefling è all’oscuro di tutto, e si allontana per cercare un messaggero dicendo al gruppo di non muoversi dalla stanza. Medrash parla con la giovane Prestascudi e le chiede il modo per entrare in casa sua, dicendo che deve recuperare un oggetto. La ragazza non mostra nessun problema a dare le poche informazioni in suo possesso e, dopo essersi fatta dire cosa serve all’uomo (il libro contabile del padre) lo avverte che l’oggetto è nello studio del capofamiglia, ma che entrare senza essere notati sarà molto difficile. Nel mezzo della discussione Lyath ed Esfarien tornano alla gilda, sollecitati dal messaggio della collega della tiefling. Dopo aver controllato che entrambe le ragazze siano tutte e intere Lyath le coinvolge nella meditazione di un piano di fuga, anche se prima di iniziare si vuole accordare sul compenso, essendo effettivamente oltre gli accordi presi in precedenza. Si rivolgono alla giovane Prestascudi e le chiedono di un’eventuale ribellione della casata paterna. La ragazza è perplessa e spiega che la situazione famigliare è molto buona: gli affari del padre procedono bene, un fratello è cavaliere e l’altro segue in maniera impeccabile le orme paterne. Cercare di arrecare danni al duca porterebbe solo conseguenze nefaste. Sconcertati dalla cosa, e appuntandosi di riferirlo il prima possibile al duca, i cinque tentano di elaborare un piano di fuga, ma le soluzioni a cui arrivano coinvolgono in qualche modo la gilda, per cui a malincuore Lyath si alza dalla sedia e comunica al gruppo che sarebbe andata a parlare con il capo-gilda. Davanti alle stanze del boss viene fermata dalla guardia personale, una nana che non nutre nessuna simpatia per la tiefling, che sghignazzando le dice di prepararsi a una sfuriata. Come da avviso la mezzelfa a capo della gilda è furiosa con Lyath: oltre a non saper gestire i suoi ospiti, con la scomparsa delle ragazze la città è sull’orlo della guerra civile. E, non da ultimo, nessun tipo di ricompensa entrerà nelle casse. Lyath tenta l’arrampicata sugli specchi accennando all’esistenza di un accordo col duca e afferma che, mandandogli le informazioni da lui richieste, sicuramente si sarebbero guadagnati un suo favore. La mezzelfa replica che, anche volendo, non avendo nessuna prova solida (il racconto di una tiefling che ha ascoltato di nascosto una conversazione non è certamente considerata tale) nessuno sano di mente la ascolterebbe, motivo per cui come risarcimento per la presenza delle ragazze Lyath e il suo gruppo vengono mandati a recuperare i documenti che erano stati visti la sera prima. I tre ragionano che devono esistere almeno due copie: una in possesso del Verdefoglia e uno in possesso del delegato. Sono concordi che ottenere quella del delegato potrebbe essere più semplice. La rete di informatori della gilda comunica che il gruppo di dignitari che hanno intrattenuto la sera prima sono alloggiati presso la locanda della Botte Nuova, ed è lì davanti che il gruppo arriva appena prima dell’ora di pranzo. Colgono l’orario come scusante per un discreto sopralluogo, guardandosi attorno Esfarian riconosce alcune delle persone della sera prima, ma il loro obiettivo non c’è. Passano un’oretta tranquilli mangiando, bevendo e guardandosi attorno finché dalle scale compare il loro uomo che tranquillo e rilassato si siede a un tavolo dove viene subito raggiunto da un cameriere. Il piano precedentemente messo a punto viene attuato: Esfarian si alza dal tavolo, raggiunge il punto centrale della sala e inizia a cantare; Medrash e Lyath si alzano e si portano discretamente verso il fondo della sala a poca distanza dall’uomo, che ha iniziato a mangiare. La folla inizia a infittirsi e a essere distratta dall’ottima performance del Sommo Marian ed è in quel momento che Lyath scaglia un incanto velenoso verso l’uomo. Il primo tentativo non va a buon fine e necessita di una seconda prova prima che l’uomo inizi a tossire. La coppia lo vede alzarsi dal tavolo e dirigersi verso le scale per i piani superiori; la tiefling strattona il dragonborn e lo seguono. Appena salite le scale lo trovano intento ad aprire la porta di una stanza.
Data sessione: 10/09/2018
Mentre Lyath ed Esfarien riposano Medrash decide di osservare meglio la mazza raccolta nella foresta: l’apparente usura nasconde una potenza data sofferenza vissuta, il manico è in noce e la lama presenta incisioni leggermente sbiadite (una cascata) ma che gli consentono di riconoscerla come un oggetto appartenente quasi alle leggende [Shornak, flagello delle cornacchie. Arma della IV era famosa per il suo contributo nella battaglia delle cornacchie (chiamata così perché fu talmente sanguinosa che le cornacchie banchettarono sul campo di battaglia per 2 settimane) che fu combattuta da Quartille Fortecuore contro un grande male]. Un po’ di brusio risveglia il gruppo e, guardando oltre il sipario, si accorgono che lo spettacolo sta per iniziare. I commensali stanno lentamente arrivando e nel mentre un giullare provvede a un primo intrattenimento, anche se in maniera quasi maldestra. Il brusio si fa sempre più forte finché il giullare conclude la propria esibizione e presenta il “Sommo Marian”. Appena finito di pronunciare le parole Medrash apre il sipario e Lyath crea fumo e scintille d’atmosfera. Lo spettacolo inizia e la melodia di Esfarien cattura l’attenzione del pubblico. Mentre percorre il palco l’attenzione del mezzelfo si sposta sul pubblico e si accorge di riconoscere uno degli invitati: è un famoso delegato di una grossa compagnia di mercenari del sud. Un brivido accompagna questa scoperta, e l’uomo continua a suonare tenendolo d’occhio. La serata continua senza intoppi, ma il mezzelfo vede l’uomo sempre impegnato a discutere col padrone di casa. Lo spettacolo volge al termine, Esfarien suona le ultime note accompagnato dagli effetti magici di Lyath e Medrash chiude il sipario. Riposto lo strumento Esfarien informa i compagni del figuro. Temporeggiano quanto basta per sentire dall’altra parte del tendone voci che annunciano l’inizio di una riunione. Lyath decide di rimanere per sentire e Medrash ed Esfarien battono in ritirata, purtroppo non sono silenziosi come previsto e allertano una guardia. Nel poco lasso di tempo a sua disposizione Lyath lancia l’incanto “movimenti del ragno” e si arrampica sulla parete fino a raggiungere il soffitto; nel mentre i due compagni dissimulano di stare raccogliendo le ultime cose e vengono allontanati. Stando dietro al tendone Lyath cerca di capire cosa si stiano dicendo, ma le voci arrivano attutite; capisce che gli ospiti del padrone di casa arrivano da Kord e che Lord Verdefoglia sta cercando di ottenere potere (nello specifico ottenere il monopolio del vino) eliminando i Prestascudi, in un discorso viene detto che qualcuno ci sta mettendo troppo tempo a fare qualcosa ma niente di più specifico, in un altro vengono chiesti mille uomini e verso la fine si sente rumore di scartoffie. Quando le voci si affievoliscono Lyath sguscia via e raggiunge gli altri alla locanda. Occupano la stanza affittata dalla giovane Marina e Lyath mette al corrente gli altri due della situazione. Si concedono altre 2 ore di sonno e poi decidono di andare a fare la guardia alla porta del vecchio, per poter recuperare le ragazze. Lyath è la prima e si apposta lungo il muro di una casa atteggiandosi da mendicante; nell’ora che rimane nota un via vai di persone attorno all’abitazione dei Verdefoglia che, a un’attenta osservazione, si rivelano essere soldati al soldi dei Prestascudi. Esfarien è il secondo e nota una diminuzione nel traffico attorno alla casa, ma nota che sta succedendo qualcosa nella villa (numerose luci fioche al piano superiore). Medrash è il terzo e decide di mettersi in appostamento usando il mantello da accolito; osservando il traffico attorno alla villa nota tre guardie di ronda, ascoltandoli sente che è sparita la giovane marina e sospettano sia stata uccisa o rapita dai Verdefoglia. Calcola che ci vogliono una ventina di minuti prima che facciano il giro completo attorno alla casa e, appena svoltano l’angolo, si precipita verso la casa del vecchio. Gira la maniglia e si accorge che la porta è aperta, quindi entra velocemente nell’abitazione. Inizia a salire le scale e si accorge che c’è troppo silenzio, iniziando a temere il peggio chiama le ragazze. Una voce gli dice di salire. Al piano di sopra trova Lara a spada sguainata e con metà armatura addosso, mentre Marina è molto spaventata. Medrash spiega la situazione e cerca di convincerle a uscire, ma il risultato è pessimo. Disperato attiva l’incanto “calmare emozioni” e sblocca la situazione: una delle due si convince e riesce a persuadere la seconda. Entrambe non vogliono tornare nelle proprie dimore, asserendo di odiare le proprie famiglie e la rivalità che incendia troppo facilmente gli animi, quindi Medrash decide di portarle alla gilda dei ladri. Escono di corsa dalla casa, andando quasi alla cieca, finché Medrash ha un’intuizione e si ferma improvvisamente. Le due ragazze gli si spalmano addosso, ma riescono a evitare di finire contro ai tre di ronda che, per ignoti motivi, non si accorgono minimamente di loro. Evitato l’immediato pericolo il dragonborn porta le ragazze verso l’entrata sul retro della gilda.
Data sessione: 03/09/2018
Soddisfatti della piega della giornata decidono di concludere in bellezza e si dirigono verso la bottega dello speziale, nella zona a sud oltre il fiume. Vengono accolti da un uomo di mezz’età a cui Lyath chiede un rimedio per l’insonnia, l’uomo la squadra per qualche secondo e gliene propone due: una molto amara e una insapore, la seconda a prezzo triplicato rispetto la prima. La tiefling prova a contrattare sul prezzo, e ottiene una proposta di lavoro: raccogliere dei funghi chiamati “figli dell’abbandono” che crescono in una collina a nord nella città, sono funghi tossici e ritiene che un guadagno di 2 MO a fungo sia sufficiente. Il gruppo accetta e, dopo avere comprato la pozione più costosa, si avviano nel luogo indicato dall’uomo. È ormai la sera e la visibilità nel bosco non è delle migliori, ciononostante l’acuta vista di Esfarien permette di distinguere delle tracce con un solco di lato lasciate da un bipede di grandi dimensioni, l’istinto di sopravvivenza li fa concordare sul fatto di cercare di allontanarsi il più possibile. Dopo un po’ arrivano in una radura e trovano i funghi: piatti e viola con spore violacee nella parte superiore. I tre si guardano in faccia e realizzano che nessuno ha pensato di portarsi dietro un sacco e dei guanti. Decidono quindi di sostituire il sacco con un mantello e di maneggiare i funghi con un coltello. Con un po’ di difficoltà recuperano un consistente bottino e al mattino ripartono per il negozio dello speziale. Questo non è molto contento per lo stato di conservazione dei funghi e dà come ricompensa solo 39MO. Senza nient’altro da fare poltriscono alla gilda fino al primo pomeriggio del fatidico giorno. Dopo aver noleggiato dei cavalli partono alla volta della villa di campagna dei Prestascudi, con Esfarien alla testa del gruppo (sono stati informati dalla ragazza che essendo una famiglia di mezzelfi i ruoli di comando sono soliti affidarli a membri della loro razza). Poco prima dell’arrivo il mezzelfo attiva uno dei suoi incanti e fa apparire sulle suo vesti lo stemma della casata. In un’oretta circa sono alla villa dove vengono fermati da un governante. Gli spiegano che hanno ordine di riaccompagnare in città la ragazza e gli porgono la finta lettera di Lord Prestascudi. L’uomo è perplesso, ma constata l’autenticità del timbro e fa chiamare la ragazza. Appena il cavallo è sellato partono alla volta della città seguendo la strada principale. Una mezz’oretta dopo, mentre fiancheggiano il bosco, vedono arrivare dei soldati dalla parte opposta; i tre non prestano troppa attenzione, ma Marina riconosce le guardie del padre. Il tempo è poco e, improvvisando, Lyath strappa il mantello a Medrash e cerca di coprire la ragazza. I soldati si affiancano e salutano, chiedendo dei loro affari. Lyath spaccia il gruppo per viandanti che stanno accompagnando la compagna malata, facendo un cenno a Marina, in città per cercare una cura. Le guardie chiedono circa il percorso fatto e la tiefling risponde che si sono tenuti lontani da tutti, inclusa la villa che hanno oltrepassato per ultima, per evitare di contagiare qualcuno. Le guardie sembrano convinte e li lasciano ripartire. Appena i soldati si sono allontananti spronano i cavalli fino a una radura vicino alla città. Qui escono dalla strada addentrandosi nel bosco per poter consentire a Marina di indossare gli abiti maschili necessari al camuffamento. Scesi da cavallo si guardano attorno e notano un cerchio di pietre ed Esfarian si accorge che al centro vi è una sfera che vi brilla di una luce azzurra. Attorno si notano dei funghi appassiti e delle orme che portano a un sacco abbandonato. Lyath lancia sottovoce l’incanto “individuazione del magico” e constata che sia la sfera che qualcosa nel sacco stiano emanando un’aura magica: dal sacco proviene un’aura di rinforzo, mentre dalla pietra una di evocazione (intuisce si possa trattare di un globo fluttuante che sprigiona luce a comando e segue la persona che lo ha attivato). Improvvisamente Esfarien sente un rumore alla sua destra, ma prima che possa avvisare i compagni l’albero vicino a lui viene frantumato da una grossa mazza e al suo posto compare un grosso ogre. In men che non si dica i tre sono in assetto da battaglia e avvertono la ragazza di stare dietro di loro. Esfarien attacca per primo evocando un tuono, è seguito da Lyath che fa partire dalle sue mani un cono infuocate e da Medrash che si para davanti alla ragazza e sputa un fiotto d’acido al mostro. La creatura si incazza e tira una potente randellata a Medrash. Esfarien decide di estrarre la spada e attaccare la creatura, ma il risultato non è dei migliori; Lyath evoca un turbine di fuoco, mentre Medrash tira fuori le scimitarre e parte all’attacco. Stavolta la creatura si rivolge verso Lyath e le fa un bell’occhio nero. Esfarien si sposta poco lontano dal gruppo ed evoca un altro tuono, Lyath raccoglie le energie per l’ultimo cono di fuoco e fa cascare l’ogre a terra. La tiefling si avvicina alla creatura e per sicurezza le taglia la gola. Visto che il pericolo sembra essere cessato taglia col coltello le parti dell’ogre sbruciacchiate e se le mangia, sotto gli occhi schifati dei compagni e della ragazza. Medrash nel mentre, ricordandosi che gli ogre tendono a portarsi in giro oggetti di varia natura, va dal sacco e lo svuota, facendo cadere varie cianfrusaglie. Rovista un po’ tra ossa e roba marcia di ignota natura fino a trovare una mazza, che Lyath conferma essere la sorgente dell’aura magica che vedeva. Il gruppo si dà una ripulita veloce e, fatta cambiare la ragazza e dandole in dotazione una coppia di pugnali per rendere il travestimento più credibile, ripartono alla volta della locanda. Entrano in città da un’entrata secondaria e decidono di farla accompagnare solo da Esfarien, mentre gli altri due attendono nella piazza. La locanda è poco affollata e, arrivato al bancone senza nessuna scocciatura da parte degli avventori, chiede la chiave della stanza, dicendo di essere a servizio
Data sessione: 27/08/2018
Constatato il passato pericolo Lyath si dedica alla raccolta del bottino di guerra dal cadavere più vicino: 8 MO + 2 scimitarre + 1 balestra leggera. Raccoglie anche la freccia con cui è stato ucciso l’uomo, pensando che un esame attento possa rivelare qualche dettaglio sull’identità degli assalitori (anche se, visto il luogo dell’attacco, è già abbastanza chiara). Dà quindi fuoco al cadavere dell’uomo e incita i compagni alla fuga. Medrash, contrariato dall’azione della ragazza, borbotta qualcosa prendendo sulle spalle Esfarien e si incammina dietro a Lyath. Quasi subito entrambi avvertono il rumore di passi in marcia e, volendo evitare qualsiasi confronto con eventuali forze dell’ordine, si infilano nel vicolo più vicino e battono in ritirata verso la gilda. Mettono a letto Esfarien ed esaminano la freccia recuperata da Lyath: non ha nessun tipo di segno particolare, ma hanno la conferma sia imbevuta di un potente veleno. Il mattino successivo alcuni membri della gilda svegliano Lyath e la informano che durante la notte qualcuno ha fatto del casino attorno l’abitazione dei Verdefoglia, e chiedono se lei e il suo gruppo fossero coinvolti. La ragazza nega qualunque coinvolgimento nella vicenda, portando i suoi interlocutori a supporre che si possa essere trattato dei casinari della gilda degli assassini. La ragazza va dunque a svegliare i compagni e decidono il piano della giornata: infiltrarsi nell’abitazione dei Verdefoglia passando per la porta principale. La prima tappa è quindi il negozio di abiti, dove Lyath ed Esfarien investono qualche MO in abiti di pregevole fattura. Una volta indossati i nuovi abiti e fatta lucidare l’armatura a Medrash si presentano dai Verdefoglia. Esfarien si presenta come “Sommo Marian” e, convincendo la servitrice che li ha aperti di essere un noto musico della regione, chiede udienza. Vengono accompagnati in una saletta dove vengono fatti attendere il padrone di casa. Dopo poco Esfarien sente dal piano di sopra voci di persone che litigano, fra le quali spicca un “torna nella tua stanza” e ne rende partecipe il gruppo. Finalmente arriva Lord Verdefoglia, che li fa accomodare nello studio. I tre continuano con la storia del “Sommo Marian” e si propongono come intrattenimento per una serata. Il lord effettivamente potrebbe essere interessato a ingaggiarli e propone una serata di prova: entro due giorni terrà un ricevimento per una delegazione di diplomatici. Il gruppo accetta e ottengono come pagamento 10 GP a testa, da ricevere a serata compiuta, più qualche moneta e la possibilità di alloggiare presso una nota locanda a sue spese. Per poter meglio organizzare chiedono di poter conferire con la padrona di casa, citata prima dal marito come colei che gestisce i dettagli. Vengono condotti in sala da pranzo, dove con una tazza di te in mano discutono dei particolari della serata (inizio per le 17, circa 15 persone come ospiti, presenza di un palco su cui fare la performance). La padrona di casa offre anche un tour del palazzo, durante il quale riescono a fare la conoscenza della figlia Lara. Il carattere capriccioso della ragazza permette ai tre di rimanere sola con lei e vengono accompagnati in un salottino. Tagliando corto Lyath rivela il motivo della loro presenza nella casa e chiede alla ragazza la conferma dei suoi sospetti sulla natura del misterioso cavaliere nero. La ragazza dopo qualche momento di silenzio ammette di essere lei il misterioso personaggio e rivela di aver già incontrato la giovane Prestascudi in segreto, sempre camuffata da cavaliere. Decide di aiutare i tre nella loro missione ed elaborano un piano: convincere la giovane Prestascudi a incontrare il misterioso cavaliere nella casa del vecchio Borland, il quale verrà sedato grazie a una pozione del sonno, nella serata di gala organizzata da Lord Verdefoglia. Alla fine del discorso la giovane Lara informa i tre che l’attacco ai loro danni della sera prima era stato organizzato dalla ragazza stessa, allertata dal vecchio Borland sul fatto che qualcuno stesse facendo ricerche sul cavaliere. Tranquillizzata dal gruppo sul fatto che si trattasse, in fondo, di autodifesa confessa che l’uomo scappato è membro delle guardie del padre, ma non ha modo di contattarlo nuovamente per rimuovere l’ordine di attaccarli (sempre che obbedisca e non decida di perseguitarli come vendetta personale), quindi è probabile che possano subire altri attacchi. Congedandosi dalla casa dei Verdefoglia si dirigono dai Prestascudi, per cercare di parlare con la giovane Marina. Vengono accolti da un maggiordomo, al quale si presentano come avventurieri giunti da poco in città; dicono di voler parlare con la giovane Marina circa un annuncio affisso sulla bacheca dalla chiesa. Il maggiordomo borbotta e li fa accomodare. Vengono raggiunti subito dalla ragazza che, trafelata, li porta in uno stanzino privato. Saltando i convenevoli la ragazza viene informata che i tre hanno l’identità del cavaliere e che questo la invita a incontrarla fra due sere. La ragazza si rabbuia e informa i tre che le risulta impossibile lasciare la casa la sera senza essere scoperta e che, anche se ci riuscisse, rientrare al mattino sarebbe ancora più complesso. Per fortuna necessità aguzza l’ingegno e viene elaborato un secondo piano: il giorno stesso la ragazza sarebbe partita per la villa di campagna, cosa non insolita e che non avrebbe fatto destare sospetti, il primo pomeriggio del giorno stabilito i tre la sarebbero andata a prelevare travestiti da membri delle forze della famiglia (la ragazza prepara una lettera con tanto di sigillo che consegna ai tre e dice di presentarla al maggiordomo della villa); in seguito la porterebbero, opportunamente travestita da uomo, in una taverna dove avrebbe atteso l’orario giusto per poi incamminarsi presso la dimora del vecchio.
Data sessione: 16/07/2018
Mentre i compagni vanno a riposare, Lyath si prende qualche minuto per leggere una lettera da parte del proprio maestro. L’uomo scrive di essersi ricordato di aver ricevuto delle missive contenenti notizie circa l’epidemia che si sta diffondendo a sud e, rivelando di essere preoccupato, ha deciso di partire per consultarsi col proprio mentore. A quanto pare a sud si sta diffondendo una credenza per cui chi è toccato dalle visioni viene considerato al pari di un messia, venendo definito “scrutatore del profondo”, e si sta diffondendo un culto legato a questi “scrutatori”. Il messaggio turba l’incantatrice, facendole passare in modo inquieto le poche ore di sonno che hanno deciso di concedersi. È notte fonda quando si allontanano dalla sede della gilda, muovendosi fra i vicoletti con attenzione arrivano alla villa [è la stessa in cui sul retro è situata la bottega di Borland]. Si fermano poco distanti tendendo le orecchie, ma niente sembra catturare il loro interesse. L’occhio attento di Esfarien fa notare una luce accesa in una finestra del piano superiore della facciata rivolta all’interno della piazza [dalla parte opposta è situato il palazzo dei Prestascudi], assieme al fatto che sul tetto sono presenti merlature dietro le quali è possibile vi siano guardie nascoste. Decidono di arrampicarsi sul tetto del palazzo. Lyath propone un’ingegnosa soluzione che userebbe l’incanto “mano magica” per portare un piede di porco con attaccata una corda sul cornicione, peccato che il non sapere della presenza di eventuali guardie possa mettere in serio pericolo il gruppo. Si pensa di arrampicarsi sulla casa affianco per controllare la situazione e Medrash, unico sufficientemente atletico, viene mandato in avanscoperta, peccato che cada rovinosamente a terra facendo un discreto rumore. Lyath cerca di ritirarsi nell’ombra e si allerta per vedere eventuali guardie, idem per Esfarien. L’udito della tiefling permette di carpire una voce femminile che intima di fare attenzione, poi il silenzio. Conscia di un possibile pericolo sfrutta uno dei suoi trucchetti per creare un rumore nella direzione del tetto e sfrutta l’ipotetica distrazione per nascondersi. Medrash avverte un “sono loro, andate!” e avverte Lyath, mentre si nasconde. Esfarien vede un’ombra correre sul tetto, fare un tuffo e atterrare in strada; altre due lo seguono. I primi due vedono Esfarien e lo attaccano, il terzo dirige le sue attenzioni su Lyath. Il mezzelfo sfodera la spada menando un potente fendente a uno de suoi avversari, mandandolo a terra, e venendo contrastato duramente dal secondo. Il terzo continua a lanciare contro la tiefling dei quadrelli, ai quali la ragazza replica facendo partire un cono di fuoco dal bastone. Medrash salta fuori dall’ombra e corre in aiuto della compagna a scimitarre sguainate. Mentre Esfarien continua a dare battaglia all’avversario, Medrash ingaggia con difficoltà il proprio nemico, il quale riesce a contrattaccare portando a segno colpi dolorosi. Lyath attinge nuovamente dalla sua riserva magica e circonda l’uomo con delle fiamme infernali, mandando a fuoco un po’ della parete posteriore. Il combattimento sembra volgere al meglio per Medrash, che continua a picchiare l’avversario, mentre Esfarien si fa cogliere troppo dalla foga della battaglia e gli scivola la spada di mano. L’avversario coglie il momento di debolezza e lo butta a terra, ma non riesce a dargli il colpo di grazia grazie al tempestivo intervento della tiefling. Dopo un altro colpo doloroso l’avversario di Medrash desiste e si dà alla fuga arrampicandosi fino al tetto del palazzo, vedendo ciò anche il superstite decide di allontanarsi. Entrambi i membri del gruppo attaccano i fuggitivi: Medrash colpisce il suo bersaglio con un’ascia da lancio, ma non è abbastanza per fermarlo, mentre Lyath tramortisce il suo con un getto d’acido. Vedendo il compagno cadere il fuggitivo lo colpisce con una freccia, sotto gli occhi attoniti dei due. La ragazza però ha un urgente compito e si precipita a stabilizzare Esfarien, salvandolo dalle dita gelide della morte. Constatato lo stato di salute del compagno si precipita sul primo caduto, cercando di rianimarlo, ma realizza di essere arrivata troppo tardi. Il combattimento si chiude con Medrash che tenta un altro attacco all’uomo, ma l’ascia lo manca e lui sparisce alla vista.
Data sessione: 09/07/2018
Per semplici ragioni logistiche decidono di recarsi da Borland; passano i vicoli del mercato, poi uno stretto viottolo in cui notano una strana porta verde che, secondo la memoria di Lyath, non sarebbe dovuta essere lì. Decidono di ignorarla e continuano sulla strada che porta dall’uomo. Arrivano davanti a un palazzo nobiliare, tinto di azzurro e bianco, e bussano. Li accoglie una ragazza che li indirizza al retro del palazzo, dove è effettivamente locata l’abitazione/bottega dell’artigiano. Inizialmente l’uomo sbatte la porta in faccia ai tre, ma dietro persuasione monetaria acconsente a farli entrare. Si spacciano per avventurieri al servizio della giovane Prestascudi e spiegano il motivo della loro visita descrivendogli dettagliatamente il pomo della spada; il vecchio è visibilmente turbato e cerca di temporeggiare, la discussione si infiamma e alla fine il vecchio cede dicendo di aver creato un oggetto simile per Lara Verdefoglia (giovane rampolla dell’omonima famiglia). Lyath è soddisfatta dell’informazione, ma Esfarien preferisce approfondire chiedendo informazioni sulla famiglia: ricchi commercianti di seta e avorio, hanno chiatte per il commercio con le quali risalgono il fiume fino alla città di Kor; hanno due figli (Lara e Kram), il padre si chiama Victor e la madre Valeria; secondo il vecchio si tratta della famiglia più influente della città. Conclusa la ricerca ringraziano ed escono, dirigendosi dal secondo artigiano. Alla bottega trovano un uomo nerboruto, con barba folta e un tatuaggio a forma di martello sulla spalla, assieme a due garzoni; Medrash prende nuovamente le redini del dialogo e spaccia il gruppo per avventurieri in cerca di informazioni, descrivendo l’oggetto. Inizialmente si rivolge al garzone, il quale ricorda della particolarità di un oggetto simile, ma rifiuta di rivelare qualche dettaglio circa la sua origine. Il proprietario decide di includersi nella discussione, allontanando il ragazzo, e dice di ricordare di oggetti simili (è stata descritta solo la forma del pomo, senza includere che si tratti di un’arma): un soprammobile + una lama corta con un’elsa intagliata a modo di un elefante con la proboscide allungata, acquistata da un corriere + una spada data a un capitano di vascello che commercia in spezie. Ringraziano ed escono, sulla soglia tutti e tre si accorgono del vecchio Borland che sta rientrando di fretta a casa; velocemente si appostano alla porta, ma oltre a imprecazioni contro le difficoltà della vecchiaia non sentono nulla. Si dirigono verso la gilda, appena in tempo per evitare il diluvio. Qui Lyath informa i custodi che i due compagni rimarranno come ospiti per un tempo indefinito. Fatto ciò si dirigono a riposare, decidendo che nella notte avrebbero fatto un giro di perlustrazione presso l’abitazione dei Verdefoglia.