Mentre Lyath ed Esfarien riposano Medrash decide di osservare meglio la mazza raccolta nella foresta: l’apparente usura nasconde una potenza data sofferenza vissuta, il manico è in noce e la lama presenta incisioni leggermente sbiadite (una cascata) ma che gli consentono di riconoscerla come un oggetto appartenente quasi alle leggende [Shornak, flagello delle cornacchie. Arma della IV era famosa per il suo contributo nella battaglia delle cornacchie (chiamata così perché fu talmente sanguinosa che le cornacchie banchettarono sul campo di battaglia per 2 settimane) che fu combattuta da Quartille Fortecuore contro un grande male].
Un po’ di brusio risveglia il gruppo e, guardando oltre il sipario, si accorgono che lo spettacolo sta per iniziare. I commensali stanno lentamente arrivando e nel mentre un giullare provvede a un primo intrattenimento, anche se in maniera quasi maldestra.
Il brusio si fa sempre più forte finché il giullare conclude la propria esibizione e presenta il “Sommo Marian”.
Appena finito di pronunciare le parole Medrash apre il sipario e Lyath crea fumo e scintille d’atmosfera.
Lo spettacolo inizia e la melodia di Esfarien cattura l’attenzione del pubblico.
Mentre percorre il palco l’attenzione del mezzelfo si sposta sul pubblico e si accorge di riconoscere uno degli invitati: è un famoso delegato di una grossa compagnia di mercenari del sud. Un brivido accompagna questa scoperta, e l’uomo continua a suonare tenendolo d’occhio. La serata continua senza intoppi, ma il mezzelfo vede l’uomo sempre impegnato a discutere col padrone di casa.
Lo spettacolo volge al termine, Esfarien suona le ultime note accompagnato dagli effetti magici di Lyath e Medrash chiude il sipario.
Riposto lo strumento Esfarien informa i compagni del figuro.
Temporeggiano quanto basta per sentire dall’altra parte del tendone voci che annunciano l’inizio di una riunione.
Lyath decide di rimanere per sentire e Medrash ed Esfarien battono in ritirata, purtroppo non sono silenziosi come previsto e allertano una guardia.
Nel poco lasso di tempo a sua disposizione Lyath lancia l’incanto “movimenti del ragno” e si arrampica sulla parete fino a raggiungere il soffitto; nel mentre i due compagni dissimulano di stare raccogliendo le ultime cose e vengono allontanati.
Stando dietro al tendone Lyath cerca di capire cosa si stiano dicendo, ma le voci arrivano attutite; capisce che gli ospiti del padrone di casa arrivano da Kord e che Lord Verdefoglia sta cercando di ottenere potere (nello specifico ottenere il monopolio del vino) eliminando i Prestascudi, in un discorso viene detto che qualcuno ci sta mettendo troppo tempo a fare qualcosa ma niente di più specifico, in un altro vengono chiesti mille uomini e verso la fine si sente rumore di scartoffie.
Quando le voci si affievoliscono Lyath sguscia via e raggiunge gli altri alla locanda.
Occupano la stanza affittata dalla giovane Marina e Lyath mette al corrente gli altri due della situazione.
Si concedono altre 2 ore di sonno e poi decidono di andare a fare la guardia alla porta del vecchio, per poter recuperare le ragazze.
Lyath è la prima e si apposta lungo il muro di una casa atteggiandosi da mendicante; nell’ora che rimane nota un via vai di persone attorno all’abitazione dei Verdefoglia che, a un’attenta osservazione, si rivelano essere soldati al soldi dei Prestascudi.
Esfarien è il secondo e nota una diminuzione nel traffico attorno alla casa, ma nota che sta succedendo qualcosa nella villa (numerose luci fioche al piano superiore).
Medrash è il terzo e decide di mettersi in appostamento usando il mantello da accolito; osservando il traffico attorno alla villa nota tre guardie di ronda, ascoltandoli sente che è sparita la giovane marina e sospettano sia stata uccisa o rapita dai Verdefoglia. Calcola che ci vogliono una ventina di minuti prima che facciano il giro completo attorno alla casa e, appena svoltano l’angolo, si precipita verso la casa del vecchio.
Gira la maniglia e si accorge che la porta è aperta, quindi entra velocemente nell’abitazione.
Inizia a salire le scale e si accorge che c’è troppo silenzio, iniziando a temere il peggio chiama le ragazze. Una voce gli dice di salire.
Al piano di sopra trova Lara a spada sguainata e con metà armatura addosso, mentre Marina è molto spaventata.
Medrash spiega la situazione e cerca di convincerle a uscire, ma il risultato è pessimo.
Disperato attiva l’incanto “calmare emozioni” e sblocca la situazione: una delle due si convince e riesce a persuadere la seconda.
Entrambe non vogliono tornare nelle proprie dimore, asserendo di odiare le proprie famiglie e la rivalità che incendia troppo facilmente gli animi, quindi Medrash decide di portarle alla gilda dei ladri.
Escono di corsa dalla casa, andando quasi alla cieca, finché Medrash ha un’intuizione e si ferma improvvisamente. Le due ragazze gli si spalmano addosso, ma riescono a evitare di finire contro ai tre di ronda che, per ignoti motivi, non si accorgono minimamente di loro.
Evitato l’immediato pericolo il dragonborn porta le ragazze verso l’entrata sul retro della gilda.