Al mattino Esfarien e Lyath si accorgono che il compagno non è tornato.

Credendo sia successo qualcosa decidono di andare a controllare la casa dei Verdefoglia, usando il pretesto della riscossione del compenso.

Giunti all’abitazione notano come attorno vi sia una notevole confusione, ma prima che possano arrivare alla porta d’ingresso vengono fermati da una guardia, che con modi molto burberi chiede il motivo della visita. I due si fanno riconoscere e domandano il motivo di tanto movimento, ricevendo una risposta vaga sul fatto che la figlia del padrone di casa sia scomparsa e di come si tema un rapimento.

Congedandosi si recando sul retro cercando di capire se siano ancora a casa del vecchio Borland, domanda che viene soddisfatta appena girato l’angolo. Si accorgono, infatti, che la porta è aperta e sentono dall’interno provenire delle voci, capiscono che qualcuno sta parlando al vecchio e colpisce la loro attenzione la frase “avresti dovuto vederla, la sua finestra dà sulla tua”; capendo che le ragazze non si trovano più lì si allontanano.

Nel mentre Medrash viene accompagnato in una stanza assieme alle ragazze, venendo raggiunto poco dopo dalla ragazza che avevano visto alla portineria dell’entrata pubblica della gilda. La ragazza è visibilmente alterata e rimprovera Medrash che essendo un ospite non può permettersi di portare dentro gente a caso, sopratutto le due ospiti attuali considerando che un’ispezione improvvisa abbia la certezza di scatenare una guerra civile.

Il dragonborn capisce la situazione e spiega alla ragazza che l’unico motivo per cui le ha portate alla gilda è per chiedere un aiuto per farle uscire dalla città e, per questo motivo, chiede la cortesia che mandino qualcuno a cercare Lyath. La ragazza sbuffa, realizzando che la tiefling è all’oscuro di tutto, e si allontana per cercare un messaggero dicendo al gruppo di non muoversi dalla stanza.

Medrash parla con la giovane Prestascudi e le chiede il modo per entrare in casa sua, dicendo che deve recuperare un oggetto. La ragazza non mostra nessun problema a dare le poche informazioni in suo possesso e, dopo essersi fatta dire cosa serve all’uomo (il libro contabile del padre) lo avverte che l’oggetto è nello studio del capofamiglia, ma che entrare senza essere notati sarà molto difficile.

Nel mezzo della discussione Lyath ed Esfarien tornano alla gilda, sollecitati dal messaggio della collega della tiefling.

Dopo aver controllato che entrambe le ragazze siano tutte e intere Lyath le coinvolge nella meditazione di un piano di fuga, anche se prima di iniziare si vuole accordare sul compenso, essendo effettivamente oltre gli accordi presi in precedenza.

Si rivolgono alla giovane Prestascudi e le chiedono di un’eventuale ribellione della casata paterna. La ragazza è perplessa e spiega che la situazione famigliare è molto buona: gli affari del padre procedono bene, un fratello è cavaliere e l’altro segue in maniera impeccabile le orme paterne. Cercare di arrecare danni al duca porterebbe solo conseguenze nefaste.

Sconcertati dalla cosa, e appuntandosi di riferirlo il prima possibile al duca, i cinque tentano di elaborare un piano di fuga, ma le soluzioni a cui arrivano coinvolgono in qualche modo la gilda, per cui a malincuore Lyath si alza dalla sedia e comunica al gruppo che sarebbe andata a parlare con il capo-gilda.

Davanti alle stanze del boss viene fermata dalla guardia personale, una nana che non nutre nessuna simpatia per la tiefling, che sghignazzando le dice di prepararsi a una sfuriata.

Come da avviso la mezzelfa a capo della gilda è furiosa con Lyath: oltre a non saper gestire i suoi ospiti, con la scomparsa delle ragazze la città è sull’orlo della guerra civile. E, non da ultimo, nessun tipo di ricompensa entrerà nelle casse.

Lyath tenta l’arrampicata sugli specchi accennando all’esistenza di un accordo col duca e afferma che, mandandogli le informazioni da lui richieste, sicuramente si sarebbero guadagnati un suo favore.

La mezzelfa replica che, anche volendo, non avendo nessuna prova solida (il racconto di una tiefling che ha ascoltato di nascosto una conversazione non è certamente considerata tale) nessuno sano di mente la ascolterebbe, motivo per cui come risarcimento per la presenza delle ragazze Lyath e il suo gruppo vengono mandati a recuperare i documenti che erano stati visti la sera prima.

I tre ragionano che devono esistere almeno due copie: una in possesso del Verdefoglia e uno in possesso del delegato. Sono concordi che ottenere quella del delegato potrebbe essere più semplice.

La rete di informatori della gilda comunica che il gruppo di dignitari che hanno intrattenuto la sera prima sono alloggiati presso la locanda della Botte Nuova, ed è lì davanti che il gruppo arriva appena prima dell’ora di pranzo.

Colgono l’orario come scusante per un discreto sopralluogo, guardandosi attorno Esfarian riconosce alcune delle persone della sera prima, ma il loro obiettivo non c’è.

Passano un’oretta tranquilli mangiando, bevendo e guardandosi attorno finché dalle scale compare il loro uomo che tranquillo e rilassato si siede a un tavolo dove viene subito raggiunto da un cameriere.

Il piano precedentemente messo a punto viene attuato: Esfarian si alza dal tavolo, raggiunge il punto centrale della sala e inizia a cantare; Medrash e Lyath si alzano e si portano discretamente verso il fondo della sala a poca distanza dall’uomo, che ha iniziato a mangiare. La folla inizia a infittirsi e a essere distratta dall’ottima performance del Sommo Marian ed è in quel momento che Lyath scaglia un incanto velenoso verso l’uomo. Il primo tentativo non va a buon fine e necessita di una seconda prova prima che l’uomo inizi a tossire. La coppia lo vede alzarsi dal tavolo e dirigersi verso le scale per i piani superiori; la tiefling strattona il dragonborn e lo seguono.

Appena salite le scale lo trovano intento ad aprire la porta di una stanza.