Constatato il passato pericolo Lyath si dedica alla raccolta del bottino di guerra dal cadavere più vicino: 8 MO + 2 scimitarre + 1 balestra leggera. Raccoglie anche la freccia con cui è stato ucciso l’uomo, pensando che un esame attento possa rivelare qualche dettaglio sull’identità degli assalitori (anche se, visto il luogo dell’attacco, è già abbastanza chiara). Dà quindi fuoco al cadavere dell’uomo e incita i compagni alla fuga.

Medrash, contrariato dall’azione della ragazza, borbotta qualcosa prendendo sulle spalle Esfarien e si incammina dietro a Lyath.

Quasi subito entrambi avvertono il rumore di passi in marcia e, volendo evitare qualsiasi confronto con eventuali forze dell’ordine, si infilano nel vicolo più vicino e battono in ritirata verso la gilda.

Mettono a letto Esfarien ed esaminano la freccia recuperata da Lyath: non ha nessun tipo di segno particolare, ma hanno la conferma sia imbevuta di un potente veleno.

Il mattino successivo alcuni membri della gilda svegliano Lyath e la informano che durante la notte qualcuno ha fatto del casino attorno l’abitazione dei Verdefoglia, e chiedono se lei e il suo gruppo fossero coinvolti. La ragazza nega qualunque coinvolgimento nella vicenda, portando i suoi interlocutori a supporre che si possa essere trattato dei casinari della gilda degli assassini.

La ragazza va dunque a svegliare i compagni e decidono il piano della giornata: infiltrarsi nell’abitazione dei Verdefoglia passando per la porta principale.

La prima tappa è quindi il negozio di abiti, dove Lyath ed Esfarien investono qualche MO in abiti di pregevole fattura.

Una volta indossati i nuovi abiti e fatta lucidare l’armatura a Medrash si presentano dai Verdefoglia.

Esfarien si presenta come “Sommo Marian” e, convincendo la servitrice che li ha aperti di essere un noto musico della regione, chiede udienza. Vengono accompagnati in una saletta dove vengono fatti attendere il padrone di casa. Dopo poco Esfarien sente dal piano di sopra voci di persone che litigano, fra le quali spicca un “torna nella tua stanza” e ne rende partecipe il gruppo.

Finalmente arriva Lord Verdefoglia, che li fa accomodare nello studio.

I tre continuano con la storia del “Sommo Marian” e si propongono come intrattenimento per una serata. Il lord effettivamente potrebbe essere interessato a ingaggiarli e propone una serata di prova: entro due giorni terrà un ricevimento per una delegazione di diplomatici. Il gruppo accetta e ottengono come pagamento 10 GP a testa, da ricevere a serata compiuta, più qualche moneta e la possibilità di alloggiare presso una nota locanda a sue spese.

Per poter meglio organizzare chiedono di poter conferire con la padrona di casa, citata prima dal marito come colei che gestisce i dettagli. Vengono condotti in sala da pranzo, dove con una tazza di te in mano discutono dei particolari della serata (inizio per le 17, circa 15 persone come ospiti, presenza di un palco su cui fare la performance). La padrona di casa offre anche un tour del palazzo, durante il quale riescono a fare la conoscenza della figlia Lara. Il carattere capriccioso della ragazza permette ai tre di rimanere sola con lei e vengono accompagnati in un salottino.

Tagliando corto Lyath rivela il motivo della loro presenza nella casa e chiede alla ragazza la conferma dei suoi sospetti sulla natura del misterioso cavaliere nero. La ragazza dopo qualche momento di silenzio ammette di essere lei il misterioso personaggio e rivela di aver già incontrato la giovane Prestascudi in segreto, sempre camuffata da cavaliere.

Decide di aiutare i tre nella loro missione ed elaborano un piano: convincere la giovane Prestascudi a incontrare il misterioso cavaliere nella casa del vecchio Borland, il quale verrà sedato grazie a una pozione del sonno, nella serata di gala organizzata da Lord Verdefoglia.

Alla fine del discorso la giovane Lara informa i tre che l’attacco ai loro danni della sera prima era stato organizzato dalla ragazza stessa, allertata dal vecchio Borland sul fatto che qualcuno stesse facendo ricerche sul cavaliere. Tranquillizzata dal gruppo sul fatto che si trattasse, in fondo, di autodifesa confessa che l’uomo scappato è membro delle guardie del padre, ma non ha modo di contattarlo nuovamente per rimuovere l’ordine di attaccarli (sempre che obbedisca e non decida di perseguitarli come vendetta personale), quindi è probabile che possano subire altri attacchi.

Congedandosi dalla casa dei Verdefoglia si dirigono dai Prestascudi, per cercare di parlare con la giovane Marina.

Vengono accolti da un maggiordomo, al quale si presentano come avventurieri giunti da poco in città; dicono di voler parlare con la giovane Marina circa un annuncio affisso sulla bacheca dalla chiesa.

Il maggiordomo borbotta e li fa accomodare.

Vengono raggiunti subito dalla ragazza che, trafelata, li porta in uno stanzino privato.

Saltando i convenevoli la ragazza viene informata che i tre hanno l’identità del cavaliere e che questo la invita a incontrarla fra due sere.

La ragazza si rabbuia e informa i tre che le risulta impossibile lasciare la casa la sera senza essere scoperta e che, anche se ci riuscisse, rientrare al mattino sarebbe ancora più complesso.

Per fortuna necessità aguzza l’ingegno e viene elaborato un secondo piano: il giorno stesso la ragazza sarebbe partita per la villa di campagna, cosa non insolita e che non avrebbe fatto destare sospetti, il primo pomeriggio del giorno stabilito i tre la sarebbero andata a prelevare travestiti da membri delle forze della famiglia (la ragazza prepara una lettera con tanto di sigillo che consegna ai tre e dice di presentarla al maggiordomo della villa); in seguito la porterebbero, opportunamente travestita da uomo, in una taverna dove avrebbe atteso l’orario giusto per poi incamminarsi presso la dimora del vecchio.