La reazione dei nostri eroi non è abbastanza rapida per impedire alle creature di entrare nella struttura, per cui, con uno sguardo di intesa, si dispongono velocemente in assetto da combattimento.
Medrash sguaina le scimitarre e corre dal lato dell’entrata, pronto a colpire il primo tanto sciocco da mettere la testa fuori. Evento su cui conta molto, considerando il notevole rumore metallico che ha creato con l’armatura solo spostandosi.
Infatti una delle due creature arriva sulla soglia e ingaggia il guerriero draconico, al quale nella foga scivola una delle due armi dalla mano.
Il secondo orco si avvicina e cerca di colpire Medrash con un giavellotto da dietro la porta, posizione decisamente scomoda che non gli fa raggiungere nessun risultato.
Dalla penombra nella struttura un ringhio annuncia al gruppo che il numero dei nemici potrebbe essere maggiorato di uno, sospetto che viene confermato quando un giavellotto viene lanciato e si pianta sulla porta della taverna tra Lyath ed Esfarien.
I due eroi reagiscono prontamente: Esfarien si lancia in combattimento sfoderando una daga, mentre la tiefling evoca uno getto di veleno e lo dirige contro l’orco impegnato a combattere Medrash.
L’attimo di distrazione creato dalla compagna è sfruttato magistralmente dal guerriero che raccoglie la daga da terra e si lancia sulla creatura, fissandolo negli occhi gli pianta una lama nello stomaco e lo guarda accasciarsi al suolo.
La morte del compagno carica di rabbia le creature, che si accaniscono contro Medrash, facendogli decisamente male.
Esfarien cerca di venire in soccorso al compagno, ma il fendente che mena si conficca nello stipite della porta invece che nel collo di un orco.
Anche lo scudiero si getta nella mischia e riesce a far sanguinare una creatura.
Lyath scaglia un raggio rovente verso il terzo orco, peccato che questo riesca a evitare quasi del tutto il colpo.
Medrash si rende conto di essere messo male e, sibilando un “maledetti”, è costretto a battere in ritirata.
Le bestie continuano la carica corcando di mazzate Esfarien e cercando di impalare Lyath.
Un lampo di genio coglie il mezzelfo e cerca di accecare l’avversario: con rapidità sfiora il volto dell’orco e prova ad applicargli un incantesimo che crea un’intensa fonte luminosa. Peccato che la creatura se ne accorga e vanifichi l’impegno del ragazzo.
Lo scudiero vede la situazione di pericolo in cui versa Esfarien, si lancia verso l’orco che sta affrontando e gli pianta una daga nella schiena, uccidendolo.
Ne rimane uno: Lyath lancia un altro raggio rovente e lo sbruciacchia, ma è l’intervento di Medrash quello risolutivo: arrivando da dietro gli pianta una lama nel collo e, sussurrandogli nell’orecchio “svanisci abominio della natura”, lo taglia a metà con l’altra.
Appena la terza creatura cade a terra dalla locanda si precipita l’oste, estasiato con gli eroi per il loro gesto.
Lyath cerca di liquidarlo velocemente, allungando la mano artigliata e pretendendo la ricompensa.
A quanto pare quelle bestie dovevano avergli dato parecchio fastidio, poiché oltre a 5 MO a testa offre anche vitto e alloggio a tutti e quattro.
Con le tasche un po’ più pesanti il gruppo decide che la serata è stata fin troppo movimentata e decide di ritirarsi per la notte.