Magnar si avvicina ai frammenti della porta impugnando il fido martello e guarda nella stanza: il fuoco si sta propagando attraverso spessi filamenti bianchi, sopra quelli ancora intatti un enorme ragno muove ritmicamente le zanne.
La bestia si accorge immediatamente del nano e lo carica, ma Magnar riesce a evitarlo. Yuviel non si lascia cogliere dal panico e trafigge la bestia con due frecce.
Frida estrae la Sacra Fionda e si prepara allo scontro, mentre Magnar cerca con scarsi risultati di assestare una martellata al mostro.
Thingrim avvisa il popolo che sta iniziando la lunga opera di ricaricare il trombone.
Il ragno sale sul soffitto e va a posizionarsi sull’architrave della porta d’entrata, da qui colpire Magnar gli riesce molto facile. Sia Yuviel che Frida entrano nella stanza, in cui ormai il fuoco ha smesso di propagarsi ed è rimasta la cenere a mezz’aria, e cercano senza successo di scalfire l’esoscheletro della bestia.
Magnar, invece, riesce a colpire con forza la bestia, anche se non è sufficiente a mandarla al tappeto. Purtroppo il veleno inizia a fare effetto sul nano, che inizia a percepire una grossa difficoltà nei movimenti.
Il ragno cambia bersaglio e si concentra su Yuviel che riesce a evitare l’attacco, sfortunatamente l’elfa non riesce a colpirlo. Idem per Frida.
La scena si ripete, con l’unica differenza che Frida riesce a scalfire la creatura.
Finalmente Thingrim ha finito la sua magna opera ed entra nella stanza, attaccando la creatura.
Il ragno si concentra sul nuovo arrivato, riuscendo a colpirlo ma non ad avvelenarlo.
Yuviel riprova ad attaccarlo, ma i risultati non migliorano. Frida e Magnar, ridestatosi dalla paralisi, continuano a fargli male.
Il ragno subisce i colpi e si stacca dal soffitto, finendo addosso a Thingrim.
Il nano si dibatte e cerca di colpirlo, ma la lama della spada scivola sull’esoscheletro. Anche Yuviel e Frida ci provano, ma il risultato è lo stesso.
A risolvere la situazione è il possente Magnar: con un montante stacca di netto la testa al ragno e, preso dal sacro fuoco del massacro, con un secondo colpo gli apre l’esoscheletro all’altezza del torace, schizzando di sangue Thingrim.
Ripreso il fiato il gruppo guarda la stanza: quadrata, non contiene nulla di particolare a eccezione delle uova della creatura, che vengono velocemente eliminate. Due porte si aprono sulla parete nord e una sulla parete est, tutte e tre danno su corridoi che terminano con altrettante porte.
Decidono di aprirle in ordine.
La prima si apre sulla stanza con la statua, un interessante passaggio segreto per evitare di dover ripassare dalla stanza con la fontana.
La seconda dà su qualcosa di completamente nero da cui proviene un vento gelido, è impossibile stabilire se si tratta di una stanza o di un ennesimo corridoio talmente è impenetrabile l’oscurità. Frida usa una delle zampe amputate al ragno e le fa oltrepassare la soglia, l’oscurità inghiotte tutto.
Rimpiangendo per l’ennesima volta di non avere un conoscitore dell’arcano nel gruppo si decide di lasciar perdere quella via.
La terza e ultima porte, infine, dà su uno stanzone pieno di oggetti, al cui centro troneggia una chiave. Un cubo trasparente è posto poco distante dall’oggetto.
Temendo qualche tipo di trappola Frida si fa legare e si lancia verso la chiave. Con orrore manca il bersaglio e osserva l’oggetto scivolare per poi perdersi fra il ciarpame che ricopre il pavimento. Yuviel segue l’halfling, ma inciampa e cade di faccia sul pavimento.
Il cubo si anima e avanza verso le donna cercando di travolgerla.
Yuviel si ripiglia ed evita la creatura, mentre Frida inizia a rovistare freneticamente fra la roba.
Sia l’elfa che Thingrim danno addosso alla creatura, mentre Frida va a prendere una torcia dalle pareti e la scaglia contro l’essere, che la assorbe spegnendola.
Yuviel ingaggia la creatura in corpo a corpo, dando tempo a Magnar di caricare la balestra e a Thingrim di entrare nella stanza e di spalmarsi faccia a terra.
La melma continua a ingaggiare Yuviel, che evita di venire inglobata e replica colpendola.
Frida corre dall’altra parte della stanza notando Magnar che scaglia una freccia mancando il bersaglio.
Thingrim si rialza, spreme le meningi da ingegnere di cui va tanto fiero, corre verso la creatura spalmandole addosso della polvere da sparo. Con l’acciarino cerca di darci fuoco ma non produce neanche una scintilla.
Nel mentre la melma riesce a inglobare Yuviel, anche se subito dopo l’elfa riesce a liberarsi.
Frida e Magnar continuano con gli attacchi a distanza, ma solo quello dell’halfling va a segno.
Il secondo tentativo di Thingrim ha successo, e la scintilla che crea fa produrre alla polvere una notevole fiammata, che porta via parte del cubo.
Incazzata la melma cerca di inglobare il nano.
Frida e Magnar perseverano nella loro opera con scarsi risultati.
Thingrim decide di allontanarsi dalla creatura, la quale decide di cambiare bersaglio e va verso Magnar, risucchiandolo assieme a Yuviel.
Mentre l’elfa riesce per la seconda volta a liberarsi, il nano rimane intrappolato
[effetto acquisito 1d1000: sente una sensazione “frizzante” all’interno del petto, capisce che concentrandosi potrebbe teletrasportarsi (mutazione demoniaca per cui il suo spirito passa dal piano materiale a quello demoniaco e di nuovo nel materiale)]. Cerca di sfruttare la nuova capacità, ma non riesce e rimane intrappolato.