Il mattino dopo discutono della situazione: come ipotizzato dalla mezzelfa il brodwan è probabilmente stato mangiato dal drago, per cui lo scontro con la creatura per recuperarlo è inevitabile. Decidono quindi di passare un’altra giornata a raccogliere informazioni sulla creatura e sulla sua tana per poter sfruttare al meglio eventuali punti di vantaggio; nello specifico Lyath diventa nuovamente nebbia e grazie agli incantesimi di velocità e di invisibilità di Esfarien fa un giro completo della grotta. Scopre 3 stanze isolate (in una delle quali trova l’uovo di drago dorato visto nei giorni precedenti nella visione dalla sciamana) e un condotto mezzo crollato che se ripulito dai detriti può funzionare da entrata/uscita di emergenza.

Medrash nel mentre si mette all’entrata della grotta per incidere sul terreno dei glifi di ghiaccio, sono un’ottima trappola che solo il passaggio del drago può far scattare dando come risultato un’esplosione che causa danni da ghiaccio.

Dopo la descrizione della tiefling dell’interno della grotta si decide di attirare il drago all’esterno e dare battaglia al di fuori, si arriva finalmente a un abbozzo di piano: attirare il bestio, farlo passare sui glifi e legnarlo come se non ci fosse un domani dopo che questi gli hanno fatto male esplodendo.

In tutto questo via vai nella grotta e rumore all’esterno il bestio sembra essere narcolettico in quanto non reagisce e rimane nella tana.

La mattina seguente è tutto pronto per far scattare la trappola: i quattro si nascondono dietro delle rocce davanti l’ingresso della caverna + gli zombie vengono lasciati davanti all’entrata della tana pronti a essere usati come esca + Amrunithil mette mano alle frecce di ghiaccio + Lyath si attrezza con l’armatura magica.

Comincia Lyath usando taumaturgia per alzare il tono della voce: “Sommo drago, destati del tuo sonno! Un’offerta è stata portata come omaggio alla tua possanza”.

“Chi osa disturbarmi?” una voce cupa risponde.

“Umili servi ai suoi ordini, venuti a recare doni”

Un passo pesante scuote la terra, pochi minuti dopo un volto rabbioso compare e intima di mostrarsi.

Segue uno scambio in cui il drago si incazza del fatto che l’offerta sia a tutti gli effetti carne putrida, e nonostante si cerchi di convincerlo che si tratta di eroi atavici dei dorati i tre non morti finiscono abbrustoliti.

Amrunithil nota che il drago ha usato una discreta quantità di fiamma e ipotizza che prima di poterne fare un’altra del genere debba far passare del tempo; cerca di attirare l’attenzione di Esfarien e gli fa cenno di cercare di temporeggiare.

Lyath non vede la scena e cerca un modo per attirare verso di sé il drago prima che torni all’interno della grotta: con gli artigli si graffia il volto, sempre con taumaturgia chiede scusa per averlo offeso e offre “un mostro catturato negli angoli bui della grotta” lanciandosi quindi fuori dal nascondiglio e cadendo in ginocchio.

Il drago avanza verso di lei passando sulle rune attivandole.

La deflagrazione è aberrante (84 danni, ne prende 70).

La lotta inizia e sotto Lyath si apre un crepaccio da cui esce un getto di lava che non riesce a evitare (si ringrazi la resistenza al fuoco dei tiefling).

Esfarien invoca un lighting bolt usando la bacchetta contro la creatura.

Medrash lancia l’incanto guardiani dello spirito, facendo comparire davanti a lui 3 spiriti che lo circondano a protezione, e attiva l’arma spirituale: un giavellotto etereo viene scagliato contro la bestia.

Amrunithil lancia una freccia di ghiaccio che si conficca nell’occhio della creatura (evviva i 20 naturali!), gli fa male anche se non riesce a concludere con un’efficace colpo intrappolante.

Lyath casta oscurità sulla freccia per poi allontanarsi verso i compagni nascondendosi dietro una roccia.

Il drago si incazza come un caimano, riesce ad avvicinarsi a Esfarien e lo mastica un po’ concludendo con una sfiammata (si ringrazia l’armatura dell’antico eroe). Evoca poi il potere della tana creando un terremoto che mette tutti tranne Esfarien a culo per terra.

Nel mentre il drago è passato accanto ai guardiani protettori di Medrash che lo danneggiano un pochino.

Esfarien si sposta ed evoca un altro lighting bolt.

Medrash si alza ed evoca il guardiano della fede a ridosso del drago, lanciando poi un altro giavellotto etereo.

Amrunithil si alza, stampa addosso al creaturo il “marchio del cacciatore” e gli lancia un’altra freccia di ghiaccio ma il miracolo del 20 naturale non si ripete.

Lyath striscia via e lancia elemental bane, ma il drago conserva l’immunità al fuoco (maledetti 20nat del master).

Sorpreso dalla tenacia degli assalitori il drago si solleva in aria e si allontana dalla tana al massimo delle sue capacità. Come conseguenza di ciò la magia che permea la sua dimora non reagisce più alla sua presenza e non compaiono altri effetti avversi.

Esfarien sfrutta il momento morto per curarsi, mentre Medrash non è equipaggiato per attacchi a distanza e aspetta.

Amrunithil è ispirata: scocca una freccia di ghiaccio e centra il bersaglio.

Il drago si immobilizza e poi inizia a scendere in caduta libera, i quattro hanno appena il tempo di scappare che la carcassa si abbatte violentemente al suolo.