Ripreso fiato il gruppo si concede un momento per fare il punto della situazione: una sola Malabestia rimane e, visto l’esito dello scontro appena concluso, forse affrontarla faccia a faccia non è la soluzione migliore.

I nani ricontrollano i resti della prima creatura, il metallo rimasto è di ottima qualità e potrebbe fruttare bene se rivenduto, peccato nella situazione attuale possa essere al massimo impiegato per costruire trappole, abilità in cui nessuno sembra essere particolarmente brillante.

Si propone di creare un diversivo per poter distrarre la creatura il tempo necessario per poter trovare l’ipotetico meccanismo per entrare nell’altrettanto ipotetica stanza nascosta.

Frida e Yuviel sfruttano la recente apertura nel muro per andare fino alla porta a nord della sala dei mostri, qui aspettano in segnale concordato con i compagni nani.

Magnar e il compagno si avvicinano all’altra porta della sala e qui Thingrim, puntando il trombone nell’oscurità, spara un colpo. Il lampo illumina brevemente la bestia, consentendo di poter eventualmente effettuare un secondo colpo maggiormente accurato.

Non avendo avvertito nessuna reazione i nani fanno un passo nella stanza, Thingrim si posiziona su una linea di tiro libera da ostacoli e spara un altro colpo.

Ancora nessuna reazione.

Superata la perplessità iniziale, Yuviel entra nella stanza e si dirige a esaminare le colonne incriminate. Una prima analisi non rivela nulla di insolito, ritorna quindi dalla compagna, le spiega il problema e assieme tornano alla colonna dove si fanno raggiungere dai nani.

La situazione è molto diversa da quello che si aspettavano: da una parte le colonne non sembrano presentare alcun meccanismo nascosto, rendendo impossibile proseguire, dall’altra il gruppo si accorge che la seconda Malabestia (situata accanto alle colonne esaminate dall’elfa, ma da lei ignorata forse a causa della fretta) non ha reagito al colpo subito poiché stranamente ridotta a un cumulo di ferraglia.

Evitando il contatto con l’acqua attorno alla creatura Frida e Thingrim esaminano i resti, sperando di trovare una seconda gemma. Le ricerche, purtroppo, non hanno esito positivo e gli eroi rimangono a bocca asciutta.

È giunto il momento per Thingrim di prendere in mano la situazione e, al grido di “ora ci penso io”, tira fuori il maglio e sferra un possente colpo alle colonne.

La pietra cede, rivelando l’inizio di un corridoio.

Frida inizia ad avanzare cautamente, seguita dagli altri.

Poco dopo il loro cammino viene interrotto da una porta, la quale viene aperta sperando in bene. Effettivamente poteva andare peggio: si ritrovano in una stanza occupata solo da un cadavere in armatura ormai scheletrizzato. Magnar passa rapidamente in rassegna l’equipaggiamento e riesce a trovare un sostituto della corazza dell’armatura andata persa contro la Malabestia.

Dall’ambiente partono due corridoi, apparentemente identici.

Tirando a sorte si decide per quello a sud.

Si procede brevemente prima di entrare in una stanza laterale, dove si trovano davanti un cumulo disordinato di libri che sembrano essere caduti da una libreria porta sul fondo.

Ancora una volta l’istinto da studioso di Thingrim salta fuori e il nano si mette a osservare con attenzione i titoli: sono libri molto rari, probabilmente per alcuni tomi si tratta delle uniche copie rimase in circolazione. Continuando nel suo esame si accorge con sgomento che le coste guardate poco prima a una seconda osservazione presentano titoli differenti. Non avendo a portata di mano nessun arcanista, avere un’accurata lettura della situazione è praticamente impossibile, ciononostante la vista attenta del nano permette di fargli scorgere nel pavimento un angolo di lastra metallica, che sembra continuare sotto la catasta di libri. Che tutto ciò sia un’illusione per nascondere qualcosa?

Yuviel gli viene in aiuto facendogli notare la presenza di un filo tra la lastra e la libreria retrostante. L’elfa crede che possa essere collegato a una riserva di polvere da sparo pronta a esplodere al minimo movimento del filo, motivo per cui si decide di comune accordo di evitare di avvicinarsi troppo.

Prima di allontanarsi Frida da un’occhiata alla parete di sinistra, vi è un altare di pietra con sopra un centrino finemente ricamato, ma se vi fosse stato qualcosa sopra è probabilmente sparito da tempo.

Tornando sui propri passi il gruppo continua lungo il corridoio fino a incontrare una strana porta: sembra essere disegnata sulla roccia, ma la serratura è rappresentata da un a reale fessura in cui infilare una chiave.

Chiaramente impossibilitati, per il momento, a proseguire in quella direzione tornano sui propri passi, nello specifico nella stanza col cadavere. Un’analisi più approfondita del soggetto non riesce a rivelare la causa della morte, ma permette di scoprire un pezzo di pergamena accartocciato in una mano.

Con attenzione riescono a spiegarlo trovando delle scritte, peccato che nessuno dei nostri eroi riesca a comprendere quale linguaggio sia.

Sconfortati dall’ennesimo vicolo cieco decidono di continuare nel corridoio a nord.

Anche questo finisce con una porta che l’impavido Magnar apre sprezzante dei rischi.

Ovviamente non può andare sempre bene e si trova in una stanza con quattro scheletri inferociti e armati fino ai denti.

Yuviel è terrorizzata dalla vista delle creature e si accascia per terra tremante.

Frida è la prima a reagire e con la fida fionda colpisce la creatura a lei più vicina.

Magnar non si smentisce e carica a testa bassa lo stesso che la compagna ha colpito.

Thingrim è troppo lontano e si avvicina lentamente per poter avere una visione più completa della scena.

Le creature non adottano la stessa tattica degli avventurieri e, invece che concentrare le loro forze su un singolo bersaglio, si concentrano sia sull’elfa che sull’halfling che sul nano, colpendo solo quest’ultimo.

Nel mentre in cui Frida ricarica l’arma, Magnar si accanisce sulla sua vittima fino a sbriciolargli il cranio.

Thingrim entra a far parte del combattimento e inizia a infierire su uno dei mostri.

Di nuovo la scarse abilità dei mostri si fanno sentire facendo andare a segno solo il colpo inferto contro Frida.

La replica dell’halfling è immediata: un letale colpo di fionda trapassa il torace dell’avversario, facendolo frantumare.

Finalmente Yuviel si riscuote ed entra in scena, con una delle sue frecce riesce a colpire uno degli arcieri avversari, mancando per un pelo Frida.

Magnar, nel pieno dell’adrenalina della battaglia, carica il secondo arciere, ed è subito imitato malamente da Thingrim.

Anche i due scheletri rimasti non hanno risultati migliori e gli eroi rimangono incolumi.

Frida cerca di contribuire maggiormente all’azione ed entra nella stanza alla ricerca di un bersaglio.

Yuviel continua a contribuire alla somma dei danni recati, mentre Magnar non riesce a replicare la performance precedente.

Thingrim, preso da uno strano furore, carica uno dei due arcieri e riesce a frantumarlo contro la parete, ne rimane solo uno!

Questo sfodera una spada e cerca, con scarso successo, di colpire Magnar.

Sia Frida che Yuviel vogliono risolvere la situazione, ma entrambe mancano il bersaglio per un soffio.

I nani tornano alla carica e lo scheletro viene sbattuto contro una parete, ma questo non basta a finirlo.

Messo alle strette da Magnar e Thingrim la creatura si scaglia contro il primo, ma continua a fare brutte figure.

Dal fondo della stanza si sente il “ci penso io” di Frida, la quale, totalmente incurante delle grida allarmate dei compagni, scaglia una micidiale pietra. Peccato che manchi totalmente lo scheletro e vada a colpire Thingrim, facendogli molto male. Un “Frida ti odio” fa accorgere la compagna della cazzata.

Finalmente Yuviel riesce a portare a termine lo scontro sbriciolando la quarta creatura.

Dopo che Frida ha dato la propria pozione di cura a Thingrim, il gruppo esamina meglio la stanza.

Sembra essere chiusa, con l’unico oggetto di interesse al suo interno rappresentato da un altro altare con sopra un libro aperto.

Dalla pagina in mostra si legge una sommaria descrizione del dungeon, con particolare riferimento a una stanza trappola e all’accurata descrizione del modo per superarla. Nel dubbio Thingrim annota tutto.

Mentre gli altri prendono fiato Frida usa il mantello per prendere il libro dal piedistallo e inizia a sfogliarlo: la parte che attira maggiormente la sua attenzione è la descrizione di una stanza dalle molte porte, di cui solo una è quella giusta e che per superarla è necessario seguire le istruzioni molto attentamente. La cosa che la rende perplessa è il fatto che per raggiungere questa stanza bisogna “attraversare tre colonne”, che cosa vorrà dire?