Entrando nella capanna trovano il mago sdraiato scompostamente a terra, la guaritrice sfinita seduta su una sedia e il loro compagno appoggiato a una parete disinteressato alla scena circostante.

Mentre rimettono il mago sul letto vengono informati dalla guaritrice che ci sono ottime possibilità che il loro compagno si sia ripreso, per cui decidono di aspettarne il risveglio.

Quando questo riprende conoscenza si accorgono che effettivamente sembra avere riacquistato la ragione. Si presenta dicendo di chiamarsi Cheaton Ethessalon e chiede delucidazioni sul luogo in cui si trova e il perché si trovi lì. I nostri eroi gli narrano gli avvenimenti maggiori delle ultime due settimane. Lui sembra abbastanza scosso per la sorte dei suoi compagni di viaggio e per aver molto probabilmente mancato un non specificato evento a sud, nonostante questo si riprende sorprendentemente in fretta e informa la compagnia sul fatto che appena si fosse ripreso fisicamente avrebbe continuato il suo viaggio in quella direzione. Accetta quindi la proposta di Frida di continuare a condividere, fin dove possibile, la strada, concorde sul fatto che ciascuno avrebbe beneficiato della presenza e delle capacità degli altri lungo il percorso. Decidono quindi di andare a trascorrere la notte nella taverna e di ripartire il giorno seguente.

Al mattino il gruppo completamente ristorato e nel pieno delle forze decide di incamminarsi verso ovest, nella speranza di evitare altri incontri a otto zampe. La tattica funziona e raggiungono il limitare della foresta senza intoppi, per poi proseguire lungo la strada in direzione ovest.

All’imbrunire arrivano in un piccolo villaggio e decidono di fermarsi per la notte nella locanda. Purtroppo due notti tranquille di seguito sembrano essere un miraggio, infatti un sommesso pianto sveglia Frida la quale allerta i due compagni di stanza e decide di indagare. Sfruttando la leggerezza propria degli halfling scivola fra le ombre del corridoio della locanda e arriva davanti a una porta, riesce a sbirciare fra le assi sconnesse della porta e quello che vede le gela il sangue: il locandiere nel letto della figlia. L’halfling si volta e si accorge di essere stata seguita da Yuviel alla quale descrive cosa ha visto, per poi correre via a chiamare nuovamente Magnar.

All’elfa si chiude la vena e sfonda la porta della stanza, lanciandosi verso l’uomo brandendo il pugnale. L’uomo cerca di scappare ma la guerriera è più forte e lo attacca al muro, cercando di privarlo di importanti parti anatomiche; nel mentre arrivano il nano e l’halfling, la quale porta via la bimba certa che i compagni riescano a occuparsi del resto. Il combattimento è risolto abbastanza velocemente, intorpidito dai pugni del nano il locandiere non ha scampo dal coltello dell’elfa e crolla a terra in una pozza di sangue. I due tornano nella stanza e rassicurano la bimba sul fatto che non le verrà più fatto niente, Yuviel la porta in cucina mentre Frida si dà alla razzia degli averi dell’uomo. Raccattato il raccattabile l’halfling raggiunge l’elfa e il nano per decidere cosa fare della bambina, la quale pare non abbia nessun altro familiare. Dopo una accesa discussione viene deciso che verrà lasciata al tempio del villaggio successivo, in quanto le donne del gruppo hanno il forte sospetto che in un villaggio di così pochi abitanti le possibilità che nessuno sapesse cosa succedesse siano alquanto scarse. I quattro tornano infine a dormire aspettando l’indomani per avvisare dell’accaduto i compagni.

(in tutto ciò si dà per scontato la presenza del cane, ormai diventato elemento fisso della compagnia)