Si discute sul da farsi: continuare le indagini nella caserma o affrontare gli ogre.

Dopo un po’ si arriva al consenso che affrontare la truppa nemica, se gestita in modo opportuno, potrebbe avere il vantaggio di rimuovere dalla situazione l’oni, un behir e qualche truppino.

Gerbo ordina all’aquila di tornare nella zona in cui ha trovato Teor e di sorvolarla cercando di raccogliere più informazioni (numero e tipo di creature presenti, eventuali bestie e il loro numero).

L’animale si alza in volo perdendosi in direzione della foresta.

Mentre aspettano che ritorni Gerbo si interroga su cosa avrebbero fatto nel caso il numero delle creature risultasse eccessivo, Teor propone di rinunciare alla battaglia nel caso ci siano più creature di quanto trovate da lui.

Dopo una ventina di minuti l’aquila torna, Lyath attiva nuovamente l’incanto parlare con animali e ascolta quello che ha da riferire: ci sono esseri in tutta la foresta, una dozzina (più o meno) di accampamenti che circondano il villaggio e ogni accampamento ha 4 tende da 2 persone l’una. Non dovrebbe essere difficile passare attraverso le maglie, ma è complicato dalla presenza di pattuglie. Di gabbie ce ne sono 4, solo 3 sono abitate (forse il mancante è quello ucciso dal gruppo).

Il numero di avversari è eccessivo da affrontare in una volta sola, Teor propone di rinviare il confronto e di rivolgersi verso il nobile committente del sarto.

Effettivamente è l’unica pista da seguire ancora all’interno delle mura cittadine, per cui battono in ritirata e vanno in direzione del palazzo dei Nomen.

Arrivati davanti all’ingresso Teor bussa.

Un maggiordomo elegantemente vestito apre la porta e chiede il motivo della visita.

Teor dice di far parte della milizia e dice che sono venuti per parlare col signor Nomen; il maggiordomo è insistente e ci tiene a sapere il motivo esatto.

“Discutere del problema della città, tu sai di cosa parlo” dice Teor nell’orecchio del servitore.

Il maggiordomo è titubante a farli entrare con questa scusa, ma li lascia ad attendere sulla soglia ed entra si suppone in cerca del signore.

Il tempo di attesa è piuttosto lungo, Lyath ne approfitta per guardarsi attorno attivando detect magic, ma non trova niente di insolito, forse solo il fatto che da ogni finestra la vista all’esterno sia impedita da pesanti tende bianche.

Quando il maggiordomo torna dice di essere dispiaciuto, ma il signor Nomen non ha tempo per riceverli e chiede di poter fissare un appuntamento per la settimana prossima.

Teor afferma che probabilmente non hanno la possibilità di aspettare una settimana e insiste per poter entrare. Il maggiordomo non cede e, controllando il calendario, prende appuntamento per il mercoledì mattino in mattinata.

Piano per investigare: entrare di soppiatto in casa da una porta secondaria/ finestra, entrare in casa di prepotenza o aspettare che esca di casa e braccarlo.

Discutono animatamente davanti alla porta, tanto che il maggiordomo riapre la porta (sempre con la catenella inserita) chiedendo di spostarsi altrove.

La discussione arriva a una mediazione: Lyath attiva la forma gassosa ed entra nel maniero, con lo scopo di ricavare la planimetria e di sapere quante persone ci sono (quantomeno per avere idea di che tipo di resistenza si debba affrontare nel caso si decida per l’irruzione).

Al pian terreno non trova nessuno, nel piano di sotto in una stanza ci sono prove della presenza di due guardie. In una grande stanza trova in fermentazione grandi quantità di birra, qui due guardie stanno osservando con preoccupazione la nebbia che si sta materializzando davanti a loro. La tiefling arretra e torna al piano di sopra, tendendo l’orecchio per eventuali inseguitori (non ha l’impressione di essere seguita).

Va quindi al piano di sopra, dove trova un ambiente un pochino diverso: da un lungo corridoio centrale di aprono stanze a dx e a sx, in fondo si scorge una grande porta.

Le stanze laterali sono molto semplici:

1°: letto e scrivania (forse per un servitore)

2°: è uno studiolo/ biblioteca con un tipo (dragonborn) che sta scrivendo su dei volumi

3° è una lavanderia con un tizio che sta lavando dei vestiti

4° è una camera da letto più bella (forse la camera signorile)

5° è una armeria con una guardia che sta sistemando le rastrelliere

La guardia qua presente si accorge di Lyath, la segue mentre esce in corridoio, le cammina sopra e va a bussare nella stanza 2.

Lyath si va a nascondere nell’armeria dietro un mobile, vicino alla finestra nel caso debba scappare velocemente.

Entrano in armeria sia la guardia che il dragonborn, che si mette a cercare in giro pensando che ci possano essere ospiti. Lyath sente bofonchiare delle parole e se la dà a gambe dalla finestra, andando sul tetto. È fortunata a non essere direttamente beccata, ma sente che hanno percepito la sua presenza e si stanno lanciando all’inseguimento.

Lyath decide di tentare la sorte e decide di rientrare nella casa. Vuole trovare una finestra aperta sulla stanza rimanente ma non ci riesce, la stanza sembra sigillata al mondo esterno.

Rientra tramite la finestra della lavanderia, arriva al corridoio e si trova davanti una porta blindata.

Nel mentre i compagni all’esterno stanno ancora aspettando che ritorni la tiefling, imprecando su quanto tempo ci stia mettendo. Sono ancora davanti alla porta quando questa si apre e si trovano davanti un energumeno mezzorco che chiede cosa stiano facendo lì, per loro fortuna non è la sagra dell’acume e lo supercazzolano dicendo di stare aspettando per un appuntamento col signore e che pensavano di andare a prendere una birra nell’attesa. La guardia suggerisce di andare a bere una birra alla Locanda della Birra Buona, dicendo di dire che li manda Grog.

Teor chiede di accompagnarli, la guardia propone la sera perché deve finire di pulire le armi.

Rimangono d’accordo che si sarebbero visti al crepuscolo alla locanda.

Lyath intanto è davanti alla porta: in ferro e ben blindata senza serrature in vista.

Tendendo l’orecchio non sente nessun rumore particolare, decide quindi di rischiare.

Ritorna tiefling e sfrutta le sue arti ladresche per esporre la serratura, manipolandola un po’ la trova e ci guarda attraverso: si apre uno stanzone illuminato.

Nel mentre che si sta trasformando di nuovo in nebbia il dragonborn esce dall’armeria e la vede nel momento finale della trasformazione. Imprecando inizia a borbottare qualcosa.

Approfittando dell’effetto sorpresa sul tipo entra nella stanza e si guarda attorno: nella parte nord vari tavoli con carte, mappe, librerie colme di cose e strumentazioni per la contabilità; a sud un lettino; nel resto della stanza sono accatastati mobili, casse e forzieri; un gigantesco glifo sul pavimento (si riconoscono alcuni tratti di Qualith) è nascosto da una pelliccia.

Un dragonborn è chino sulla scrivania preso dal suo lavoro, accanto a lui il maggiordomo.

Lyath riesce dalla porta, trova il tizio perplesso che la guarda, lei lo ignora e cerca di scappare dalla finestra della lavanderia.

Il tizio la raggiunge e cerca di lanciarle contro un incanto, non riuscendoci.

La tiefling esce dalla finestra e cerca di raggiungere i compagni.

Il tizio prova a inseguirla, ma non riesce a raggiungerla, mette però in allarme tutto il palazzo alla ricerca dell’intruso.

Raggiunge i compagni dall’altro lato della piazza.

Aggiorna i compagni sulle scoperte e a sua volta è aggiornata dell’incontro con Grog.

Decidono di tornare in biblioteca a riposare, per presentarsi all’appuntamento con Grog freschi e riposati.