Al mattino il mago del fuoco entra nella stanza dei compagni per svegliarli e si accorge della presenza della bambina. Viene velocemente aggiornato sui fatti della notte e decidono di ripartire prima che gli altri avventori della locanda si accorgano della fine del locandiere. Grazie all’aiuto della bimba riescono a evitare che vengano poste domande compromettenti e lasciano il villaggio.

Due giorni dopo arrivano alla cittadina di Deinste.

Qui il gruppo si separa: Frida e Yuviel si dirigono al tempio di Shallya con la piccola Kathlynn, mentre Thingrim e Magnar decidono di cercare per la città un posto che possa vendere allo studente degli oggetti specifici per i suoi studi.

Le due donne spiegano al sacerdote del tempio i fatti che hanno portato la piccola a viaggiare con loro e le motivazioni per le quali non sarebbe opportuno che rimanga nel gruppo; l’uomo, dopo breve riflessione, accetta di accogliere la piccola nell’orfanotrofio del tempio, rassicurando le due che l’avrebbero trattata al meglio delle possibilità (indubbiamente gli introiti derivati dalla locanda avrebbero dato un notevole aiuto). Salutata la bimba le ragazze si dirigono verso la parte commerciale della città.

Nel mentre i due nani vengono a sapere che ciò che sta cercando Thingrim potrebbe essere in possesso di una benestante vedova, decidono perciò di dirigersi alla casa della donna. La signora è in casa e li accoglie gentilmente, ma all’insistenza del nano di vendergli gli oggetti del marito a un prezzo molto inferiore a quello proposto li invita ad andarsene. L’animo pratico di Magnar si mostra in tutto il suo splendore e con un colpo ben assestato stordisce la signora, dando al compagno il tempo di frugare nella casa e trovare ciò per cui erano andati lì.

I due nani fuggono, dopo poco trovano il resto del gruppo e li convincono a ripartire.

Il viaggio prosegue per alcuni giorni fino al familiare Forte Rosche, da lì proseguono fino al villaggio di Bashdal, poi attraverso Brokel e infine iniziano l’attraversata della foresta.

Con loro grande sollievo in tutto il percorso non incontrano nessuno che tenti di ostacolarli, finché durante la notte un rumore di zoccoli mette in allerta Magnar.

Il “chi va là?” del nano sveglia il gruppo e, mentre la compagnia si prepara a un eventuale scontro, arriva la risposta del cavaliere che afferma di essere un messaggero. Il nano cerca conferma e l’uomo replica indicando lo stemma che reca sul petto e dicendo di essere al servizio del conte Wade Chrone. Il nome mette in allarme Frida che inizia a fare segno ai compagni di fermare l’uomo.

Fidandosi dell’halfling i guerrieri attaccano il cavaliere riuscendo a impedirgli la fuga. La confusione offre un’ottima occasione a Frida, la quale riesce ad avvicinarsi al cavallo e a frugare nelle bisacce trovando la missiva. Appena recuperato l’oggetto il cavallo scalcia, disarcionando l’uomo, e fugge nella notte. Il gruppo lega lo sfortunato cavaliere e legge la lettera: indirizzato al presidio del villaggio, dice come degli esperti di divinazione siano riusciti a individuare un accesso che consente di recuperare una mappa da una cripta (identificata dalla lapide più antica, scrivono sia possibile sfondarla senza conseguenze). Continua avvertendo che degli avversari sono in movimento, che stanno cercando di tendergli degli agguati e che i rinforzi previsti dovrebbero arrivare in tre giorni. Termina avvertendo di NON TOCCARE in alcun modo la mappa.

Dopo settimane di girovagare apparentemente all’inseguimento del nulla la realtà li ha finalmente raggiunti, facendoli rendere conto che il pericolo è più vicino di quanto pensassero.

Con un rapido movimento Magnar sgozza il messaggero e si riprende la corda. Il tempo di riposare è finito, raccolgono l’equipaggiamento e si rimettono in marcia.

Dopo una giornata intera di cammino arrivano alla fine della foresta e all’inizio di un crocevia che segna la presenza di un villaggio poco più avanti.

Consapevoli di essere molto affaticati decidono di concedersi qualche ora di riposo per potere affrontare preparati le insidie che sono certi attenderli più avanti.