La stanchezza nulla può contro la febbre dell’oro e Lyath e Medrash si sporgono sulla tomba per vedere cosa sia; Lyath cauta attiva l’incanto “detect magic” e Medrash inizia a spostare sassi per poter raggiungere con più facilità le cose, spostata l’ultima zolla di terra trovano vari oggetti: armatura in cuoio pregiata ancora intatta sul cadavere (abiurazione) + arco pregiato, anche questo risparmiato dal putridume (invocazione) + alcuni sacchetti + altri oggetti brillano di magia sul fondo, ma essendo parzialmente coperti dal resto non vengono immediatamente catalogati.

Prima di saccheggiare la tomba la tiefling si guarda attorno, ma nessuno sembra essersi accorti del casinodella battaglia.

Inizia a ravanare: sacco che brilla di luce purpurea (trasmutazione) + bacchetta con pomello e simboli intarsiati (evocazione) + libri + fogli di pergamena.

Fanno su tutto, anche l’armatura che Esfarien porta in un angolo per identificare.

Nel mentre Amrunithil e Lyath si mettono a scuoiare il bestio e a sacrificare pezzi per il patrono della tiefling.

Arco (oath bow minor): elfico con magia di vincolo, designa un nemico e si tira con vantaggio contro di lui mentre con svantaggio verso gli altri. Aggiunge 2d6 di danno se colpisce. L’incanto dura fino a che il nemico muore. Se ne appropria Amrunithil.

Sacco: borsa dimensionale, tiene fino a 500pounds.

Armatura (armor of programmable resistance): dà resistenza a uno specifico tipo di danno se portata in un tempio/luogo sacro dove sia possibile trovare grandi quantità dell’elemento in questione e dando 10MO. Attualmente è tarata contro la Forza.

Bacchetta (wand of lighting bolt): 7 cariche magiche di lighting bolts, l’ultima carica rischia di far annichilire la bacchetta ma ogni d si ricaricano di 1d6+1 cariche.

Nei sacchetti Medrash trova 10 pezzi di un materiale pesante (platino, 100MO) e 500 pezzi di electrum (250MO).

I libri sono in elfico, uno è un diario di viaggio altri contengono scartoffie fra cui alcune pergamene di incantesimi che vengono distribuiti fra i membri del gruppo.

Finito di scuoiare la bestia il gruppo torna in città e va vendere i pezzi: la pelle è stata tolta bene e frutta 150MO (60+40 fra Lyath e Amrunithil).

Tornano alla taverna, Esfarien raggruppa i tre blu e li portano nella loro stanza per parlare di ciò che avrebbero fatto nei prossimi giorni: sceglie la via della verità dicendo di non essere cartografi e di voler recuperare un artefatto nascosto nella grotta dei draghi, chiede la loro opinione e spera che li vogliano seguire lo stesso.

I tre sono prima perplessi, poi sono convinti che stiano scherzando vista la pericolosità del drago rosso. L’ipotesi che non fossero cartografi era stata presa in considerazione, considerando che il loro clan è abituato a stranieri che arrivano per depredare le varie ricchezze della grotta. Sono insultati dal fatto che qualcuno voglia sia entrare in contatto con il drago sia che vogliano derubare pezzi della loro storia.

Esfarien riesce a convincerli che non sono interessati a distruggere la loro cultura e che ciò a cui sono interessati non fa parte della loro storia, ma i tre non sono interessati in una probabile missione suicida.

Il gruppo accetta la decisione e li rilasciano dal loro obbligo di seguirli, si congedano ricordando che la morte della creatura porterebbe a spostamento degli equilibri fra le varie tribù, portando una faida fra due clan a una guerra totale.

La serata trascorre buttando giù piani per affrontare il drago:

Amrunithil analizza i movimenti della creatura: la bussola punta verso est, ne deducono che è probabile che sia nella tana o comunque molto vicina a essa.

Esfarien propone di andare a risvegliare altri non morti

Lyath propone di appostarsi, aspettare che il drago esca e andare a raccattare il Brodwan

Il sonno arriva che ancora stanno tramando senza aver concluso nulla.

Il giorno dopo Esfarien, Lyath e Medrash vogliono partire per il cimitero, il mezzelfo cerca con scarso successo di convincere Medrash a unirsi in quanto il dragonborn preferisce andare al fiume a pregare.

Al cimitero una folla si è radunata attorno alle tombe smosse, cercando di ripristinare il decoro che s’addice a un luogo sacro.

[il non morto superstite è stato risepolto senza che qualcuno si accorgesse del suo stato, sospirone collettivo]

Vogliono allontanare la gente: Lyath usa taumaturgia per far tramare il terreno, mentre Esfarien evoca un ruggito proveniente dalla foresta. La performance è abbastanza convincente e le persone iniziano a ritirarsi, mentre i tre si nascondono inosservati dietro un albero.

Evaporata la folla procedono alla dissacrazione di un tomba di famiglia e a tirare su due non morti, oltre a riprendere il controllo di quello del giorno prima. I tre vengono fatti allontanare dal cimitero e gli viene ordinato di nascondersi fra le fresche frasche (dei rami).

Tornano alla locanda, dove trovano Medrash.

La mattina seguente viene ripetuta l’operazione, svegliando un quarto morto e richiamando i tre all’ordine; nello specifico viene scelta una grossa tomba, ultima dimora di un eroe, dove oltre al corpo armaturato trovano 50MO. Ha un medaglione che brilla di aura magica ed Esfarien lo identifica come oggetto del cazzo (cit): una pietra con potenziale magico primordiale incastonata, è un incanto complesso e potente, al di là della portata delle capacità di Esfarien, che allo stresso tempo lo teme e ne è intrigato; è facile attivarlo, ma non sa cosa fa anche se contiene un incanto di invocazione.

Viene tirato su e messo nella borsa conservante.