Grazie all’incantesimo usato la sera prima Lyath è l’incaricata di andare a recuperare le uova.

I pennuti si sono già allontanati dai nidi, andando a volare in alto; nonostante ciò la tiefling preferisce non correre rischi e si rotola un po’ nel terreno per cercare di mimetizzarsi. Esfarien le casta un incanto per aumentare la velocità di movimento e la ragazza inizia a strisciare verso il primo nido, che viene raggiunto velocemente e senza problemi. Raccatta le due uova e inizia a dirigersi verso il secondo nido.

Appena lo raggiunge un epico gracchiare riecheggia nell’aria, i tre rimasti sul limitare della boscaglia alzano la testa in tempo per vedere un roc gettarsi in picchiata verso la tiefling.

Esfarien getta sui compagni lo stesso incanto usato su Lyath, mentre Medrash usa la magia per evocare un suono: il ruggito di un carnotauro. Il bestio lo sente e cambia direzione andando verso di loro, atterrandogli davanti.

La tiefling sfrutta il diversivo creato dai compagni e finisce di mettere le rimanenti uova nella bisaccia, che ora inizia a pesare diversi chili, trasformandosi quindi in nebbia.

I tre non riescono a vedere cosa stia facendo la compagna, ma la stazza e l’incazzo della bestia li convince a correre ai ripari, cosa che fanno velocemente sperando in bene.

Il roc li vede senza problemi e inizia ad avanzare verso di loro, Amrunithil ed Esfarien telano mentre Medrash cerca di rallentarlo: casta l’incanto “santuario” e si nasconde dietro una roccia.

Lyath esce dal nido, vede il gingantesco e incazzato pennuto e prende la via della boscaglia facendo un giro mooolto largo.

Nel mentre Amrunithil continua a correre ed Esfarien, in un momento di inaspettato coraggio, tira fuori il liuto e inizia a strimpellare cercando di distrarre il pennuto.

Il roc si incazza ancora di più e si avventa su Medrash, dandogli una potente beccata.

Visto l’andazzo anche Medrash se la dà a gambe levate, raggiungendo poco dopo Amrunithil che si ferma accorgendosi di tracce che l’avvisano di essere entrata in una zona in cui vagano bestie grosse.

La sensibilità artistica di Esfarien si offende alla reazione del roc, che viene bersagliato da un quadrello; peccato che la mira non sia una delle qualità migliori del mezzelfo. Visto il pessimo risultato si dà anche lui alla fuga.

Il roc tenta l’inseguimento addentrandosi nella giungla, ma il terreno non lo aiuta e dopo un po’ desiste.

I tre si ritrovano e Amrunithil fa vedere anche ad Esfarien le impronte che ha trovato: carnotauri. Forse nella loro fuga alla cieca hanno girato intorno e stanno tornando verso i nidi.

Nel mentre Lyath è ancora nella forma gassosa e sta cercando gli altri, biscidando fra gli arbusti sente il rumore di acqua che scorre e si rende conto di essere andata dalla parte opposta rispetto al villaggio; bestemmiando inverte la rotta, cercando di evitare la zona dei nidi.

Per risparmiare tempo i tre attivano la bussola e si concentrano su Lyath, incamminandosi nella direzione indicata.

Poco dopo Amrunithil avverte sottovoce che c’è qualcuno, sicuramente umanoide, nelle vicinanze che li sta fissando e i tre si fermano alzando le mani.

Lyath finalmente raggiunge i compagni, ma vedendoli fermi in mezzo al sentiero con le braccia alzate ritiene sia prudente nascondersi in un cespuglio.

Medrash urla in draconico che nessuno ha intenzioni bellicose, in risposta una figura si lascia cadere a terra dai rami di un albero: è un dragonborn rosso, che chiede a Medrash cosa ci faccia un ramato fuori dal proprio territorio e in compagnia di stranieri.

Medrash traduce ai compagni ed Esfarien gli dice di dire che sono mandati dai Blu, Amrunithil non è d’accordo che si nominino i Blu e Medrash decide di dire che lui non proviene da queste terre e che le indicazioni sulle vie da percorrere gli sono state date dalla tribù dei Blu.

Il dragonborn insulta Medrash dicendogli di smettere di tradurre e anche i Blu che, a parer suo, “sfruttano”gli esterni; chiede anche del motivo della loro presenza.

Viene usato l’alibi di essere cartografi, ma il Rosso non la beve e cercano di convincerlo che si trovano lì a puro scopo esplorativo.

Il Rosso dice che hanno sentito i roc urlare e che li hanno trovati per caso seguendo una strana nebbia, quindi è certo che stiano mentendo e dice che li considera prigionieri e li vuole portare al loro villaggio.

Medrash si oppone dicendo che hanno del lavoro da compiere, il Rosso afferma di rispettare la sua risolutezza ma che anche loro sono caduti nella trappola del clan dei Blu, che sembrerebbe indirizzare nella loro direzione qualsiasi viaggiatore proveniente dall’esterno.

Si intromette Esfarien che, tirando fuori la spada, afferma che loro non sono affiliati e non si affilieranno a nessuno e che se insistono è pronto a opporsi con la forza.

Il dragonborn la prende molto male e dà ordine di attaccare.