Il momento è infine giunto, l’oggetto delle loro peregrinazioni solo a un passo dall’essere afferrato.

Senza indugiare un momento Frida si punge il dito lasciando gocciare il sangue nei solchi asciutti del Sigillo: lentamente dalla cima inizia a sgorgare un rivolo di liquido rosso, che si capisce molto presto essere sangue, il rivolo si trasforma presto in un flusso abbondante che viene coperto da un luccichio. Infine la sagoma della fontana viene coperta da una forma rettangolare, brillante e dal bordo rossastro. È evidentemente un portale, ma non si riesce a vedere oltre.

L’halfling guarda i compagni, “Avanti verso una nuova avventura!” e si butta dentro la sagoma.

Magnar, Thingrim e Yuviel la seguono senza indugio, tale è il legame che fra loro si è formato.

Una sensazione di bruciore pervade tutti mentre inizia quella che sembra essere una caduta libera (o forse si sta andando verso l’alto?); il tempo sembra allungarsi, è impossibile dire da quanto stiano viaggiando, forse mesi o anni.

Qualcosa di mal definito inizia a prendere forma: immagini, sanno di essere loro e di starsi guardando dall’esterno, ma non è la faccia che vedono allo specchio ogni mattina, oppure sì? Sono cose appena accadute, eppure sono così distanti…

Immagini, sogni, speranze, rimpianti lentamente si sovrappongono, mille voci che urlano, ridono o piangono.

L’oscurità li avvolge e una facciata sulla fredda pietra li riporta alla realtà.

Si rialzano in piedi, fra le braccia è saldamente stretto l’oggetto delle loro ricerche, in lontananza una luce indica l’uscita.

Velocemente la raggiungono: il cielo terso li accoglie, maestosi pini limitano la radura, richiami di animali riempiono l’aria.

Alle loro spalle un cartello: “Miniere di Brodwan”