Dopo le presentazioni l’elfa presenta il caso ai nuovi arrivati, Teor comunica di esserne al corrente perché la sua compagna è una delle vittime.

Si accordano per partire subito l’indomani e ognuno si reca nei propri alloggi.

Nel cuore della notte Lyath si sveglia sentendo un boato, avvisa le ragazze e va a vedere.

Sbircia all’interno della cucina: una forma di fiamma avvolge la stufa; si intravedono delle fattezze vagamente umanoidi, la tiefling ipotizza possa trattarsi di una creatura di un altro piano.

Amrunithil si affaccia facendo un po’ di casino, mentre Lyath continua guardare la creatura muoversi; sembra stia provando a scastrarsi dal mobile, Lyath si avvicina e cerca di dargli una mano con scarsi risultati, mentre Amrunithil prova a comunicarvi in lingua elfica non riuscendo.

Illuminazione: l’elementale può essere vincolato contro la sua volontà e sta cercando di liberarsi.

Nel frattempo l’elfa è andata a raccattare gli altri due, che arrivano e cercano di capire cosa stia succedendo.

Amrunithil va a chiamare la locandiera, la quale dice che il forno (che “ha sempre fatto bene il suo lavoro”) è stato comprato dal marito, questo viene chiamato a sua volta e dice di averlo preso da un mercante tempo addietro per un buon prezzo.

Lyath continua a ravanare con la stufa e con detect magic trova un diamante che brilla di magia, con l’aiuto di Teor viene con fatica tolto dal forno. Ne esce una spada. A un’analisi più accurata scoprono che il forno stesso è costituito da spade fuse assieme e ipotizzano che il prezioso sia ciò che lega la creatura alla spada, probabilmente per darle qualche tipo di potere, e che l’arma sia finita per sbaglio nella fornace di un fabbro.

Purtroppo la gemma è rotta e l’elementale fugge spargendo fuoco in cucina (il gruppo riesce a spegnere tutto).

Si rimettono a dormire, Lyath sbuffa per non essere riuscita a recuperare intero un prezioso artefatto.

Al mattino ripartono verso la cittadina di Pirtalmby.

Il viaggio è relativamente veloce: attraversano un terreno collinare, oltrepassano un breve tratto pianeggiante e arrivano all’inizio della foresta.

Poco dopo essersi addentrati nella foresta incontrano in mezzo alla strada un carretto schiantato con un contadino accanto che sembra essere in difficoltà.

Teor e Reyphine accorrono in suo aiuto, Teor reputa strana la sua presenza e riesce a scorgere tracce di sangue nascoste assieme a orme cancellate che stonano con la situazione, ma il contadino e la sua necessità sembrano genuine.

Reyphine aiuta il contadino a rimettere a posto il carretto, nel mentre Teor con un incanto avverte la presenza di un essere e avvisa gli altri tre di avvicinarsi.

Teor alza la mano intimando il silenzio e avvertono qualcosa muoversi: compare una creatura blu enorme, che ricorda un incrocio tra un coccodrillo e un millepiedi.

Si avventa su Teor, facendogli maluccio e catturandolo.

Amrunithil gli lancia una freccia devastante.

Reyphine lo danneggia e anche Teor riesce a colpirlo con un incanto.

Lyath lancia un mani brucianti della madonna ma il bestio ne incassa solo metà.

Gerbo evoca una tigre dai denti a sciabola e gli comanda di attaccare facendo attenzione al babbione del gruppo, il felino si avventa sul serpide e cerca malamente di morderla.

La creatura inferocita apre le fauci e spara un soffio di fulmini verso Teor, Gerbo e Amrunithil (ahia!).

Amrunithil lancia un’altra freccia e danneggia il bestio.

Reyphine si avventa contro il bestio con lo spadone, con buoni risultati.

Teor continua a cercare di divincolarsi dal creaturo, che continua a tenerselo stretto.

Lyath lo sbruciacchia un altro pochino.

Gerbo fa attaccare la tigre, si cura un po’ e lancia un incanto di schegge di ghiaccio, che però manca il bersaglio frantumandosi, facendo meno male del previsto al creaturo.

Il bestio cerca di afferrare Reyphine e la morde, cercando poi di ingoiarla.

Amrunithil lo sfreccia.

Reyphine cerca malamente di ferire il mostro, per poi cercare di uscire dalle sue fauci senza riuscirci.

Teor riesce finalmente a liberarsi e lo colpisce con l’ascia: affonda l’arma nel corpo della bestia, la apre in due e recupera Reyphine.

Amrunithil cerca di recuperare corna e pelle, ma si sbriciolano.

Il contadino è estasiato dallo spettacolo e li definisce eroi.

Teor chiede poi la natura delle tracce di sangue e il contadino dice che non sa cosa possano essere: quando è caduto crede di aver battuto la testa e al suo risveglio i segni erano già lì e il sangue non aveva notato ci fossero (potrebbe anche essere suo).

Il contadino rifiuta di proseguire da solo e dice che li avrebbe accompagnati in città, si rimettono quindi in cammino tutti assieme.