Dopo aver ripreso fiato il gruppo si accorge di essere entrati in un vicolo cieco, dato che oltre alla porta d’entrata non sembra esserci alcun modo per uscire.
Frida inizia a battere sui muri cercando passaggi nascosti, ma sembrano essere tutti pieni.
Rimuginando su cosa possa essere sfuggito ritornano nella stanza col pentacolo.
Thingrim e Magnar cercano maldestramente di smuovere il primo armadio, ma grazie all’astuzia di Frida, che scala il mobile e si incastra nello spazio tra questo e il muro facendo da perno, la struttura cede. Peccato che dietro non vi sia nascosto nulla.
Con l’orgoglio ferito Magnar sposta la seconda scaffalatura, ma anche lì dietro non c’è nulla.
Thingrim nel frattempo si dedica allo studio della sostanza che forma il pentacolo: è ancora vischiosa! Arriva alla conclusione che oltre al sangue vi sia stata aggiunta qualche sostanza che ha permesso di preservarla, ma quale sia esonera dalle sue conoscenze. Assieme a Frida decidono di rimuoverne una parte, per qualsiasi evenienza l’halfling decide di metterla in una fiaschetta nello zaino.
Ipotizzando che possa essere il meccanismo che tiene attive le Malabestie i due vanno a controllare se sono ancora attive, sono seguiti immediatamente dall’altro nano.
Yuviel si attarda un attimo poiché, rovistando fra gli oggetti dell’armadio caduto, nota un bagliore rosso all’interno di uno dei teschi; a una più attenta osservazione vede che si tratta di un rubino, oggetto che mette all’interno del proprio zaino senza dire una parola agli altri.
Raggiunge il gruppo all’inizio del corridoio, appena in tempo per vedere Frida fare un passo all’interno dello stanzone. Appena entrata l’halfing vede muoversi le due creature, questo basta a farla battere in una ritirata strategica.
Thingrim inizia a cercare un’alternativa: torna nella stanza del pentacolo e, credendo possa essere comunicante con una delle altre stanze già attraversate, tira fuori il martello raccolto in precedenza e colpisce con violenza la parete. Il colpo è talmente forte che si crea una breccia nel muro, attraverso questa il nano vede una stanza che riconosce essere quella col sarcofago. Essendo abbastanza sicuro di non aver colpito nessuna struttura portante il nano inizia ad applicarsi nella demolizione della parete.
Yuviel, invece, approfitta del rumore per intrufolarsi nella stanza dei costrutti, diretta nell’angolo in cui in precedenza aveva notato delle macchie. I mostri sembrano essere più attenti ai rumori di roccia frantumata e l’elfa ne approfitta per un’analisi più approfondita: trova segni di sangue antico, come se qualcuno fosse stato schiacciato sulle due colonne presenti a ridosso della parete in quel punto. Tuttavia ciò che la incuriosisce è il fatto che queste due costruzioni siano le uniche che presentino segni di deperimento dati dal tempo rispetto alle altre.
La distrazione data dal nano dura ancora per poco, infatti con un ultimo possente colpo Thingrim apre un pertugio abbastanza grande da consentire a tutti il passaggio, e il gruppo si sposta nella stanza iniziale.
Il silenzio che segue permette all’udito acuto di Yuviel di cogliere un importantissimo dettaglio: un soffice fruscio sembra provenire dalle colonne. L’elfa vorrebbe indagare ulteriormente, ma si accorge che l’occhio di una delle Malabestie è puntata su di lei. Velocemente esce dalla stanza e raggiunge gli altri, mettendoli al corrente della sua scoperta.
La situazione sembra essere dolorosamente chiara: l’unico modo per proseguire è aprire il passaggio nascosto nella colonna e, per farlo, è necessario distruggere le due creature.
Visto i danni ricevuti nello scontro precedente si opta per colpirle da distanza; ciò è fattibile per quanto riguarda solo una creatura, ma nessuno ha un piano migliore perciò si dispongono all’inizio del corridoio che congiunge le due stanze e iniziano a tempestare di colpi la bestia.
La creatura si riscuote del tutto dal torpore che sembra pervaderla fuori dalla battaglia e lancia un ruggito talmente agghiacciante che Frida e Magnar rimangono paralizzati, per poi iniziare a colpire la parete della porta.
Yuviel continua a crivellarlo, mentre Thingrim getta il trombone usato in precedenza per prendere la balestra dalle mani del compagno nano.
Frida riesce a riprendersi velocemente e la colpisce, idem per Magnar che si rimpossessa della propria balestra e la carica.
La bestia è sempre più furiosa, continua a colpire la parete dalla quale iniziano a cadere dei calcinacci.
Frida tenta di colpirla, ma dall’agitazione la fionda le scivola di mano e le cade pochi metri più avanti.
Gli altri membri del gruppo sono più fortunati e riescono a mettere a segno qualche colpo.
La situazione volge a favore della bestia quando questa riesce a sfondare la parete di roccia e a lanciarsi contro Magnar.
Yuviel arretra velocemente nella stanza della tomba, seguita da Thingrim, che inizia a caricare il trombone, e da Frida (subito dopo che questa ha recuperato la fionda).
Magnar non si scoraggia, getta la balestra, sfodera il martello e inizia colpirlo.
La Malabestia si accanisce contro il nano fino a che con un violentissimo colpo* lo scaglia all’indietro nella stanza, facendolo sbattere brutalmente contro la pietra della tomba.
La creatura continua ad attaccare e cerca di afferrare Thingrim attraverso la porta, fortunatamente senza riuscirvi.
Yuviel riesce a colpire la creatura alla testa, facendo scomparire il bagliore del rubino: la bestia sembra spegnersi.
Frida corre verso il compagno: il nano è a terra esanime e con l’armatura squarciata in due. Disperata stappa la propria pozione di cura e la versa in gola al compagno, sperando che sortisca qualche effetto.
Thingrim si accanisce sulla creatura colpendolo col trombone, peccato che i danni arrecati sembrino essere privi di qualsiasi effetto.
Stessa cosa succede a Yuviel quando questa cerca di colpirlo con la spada.
Finalmente Thingrim, stavolta con un colpo di lama, ha la meglio sulla creatura, la quale soccombe sgretolandosi nelle varie componenti metalliche.
Mentre i combattenti riprendono fiato Magnar apre gli occhi e si fa raccontare dall’halfing cosa gli è successo. Il burbero nano silenziosamente rende all’halfing una pozione prendendola dalle proprie scorte e, in quello che è indubbiamente un gesto di ringraziamento, le regala la piuma d’aquila presa un paio di giorni prima. Fatto ciò si alza e raggiunge gli altri.
Iniziano a rovistare fra i frammenti metallici sparsi sul pavimento, non trovando nulla di utile o compatibile con la propria taglia. L’unico che trova qualcosa è Thingrim, che riesce a recuperare il rubino. Guardandolo attentamente nota come sulla superficie vi sia incisa una runa nanica di cura. Sapendo che i suoi effetti benefici vengono sprigionati con la rottura della suddetta pietra, e considerando lo stato di salute generale, fa radunare tutti i compagni attorno al gioiello e lo rompe, consentendo a tutti di tornare nel pieno stato di salute.
[* Magnar usa un punto fato per evitare di diventare tutt’uno con il pavimento del labirinto]