Ormai è sera e i quattro si sono ritirati per la notte.

Quando sono certi che nessuno sia in giro Lyath si nebbifica e rifà il giro fatto in precedenza da Gerbo.

Inizia con le stanze in cui il compagno non è riuscito a entrare:

– nella prima trova la dimora della vedova, con la vecchietta intenta a pregare

– la seconda sembra vuota, a un’attenta analisi il letto ha le doghe rotte ma per il resto uno strato di polvere ubiquitario dà alla ragazza la sicurezza che la stanza sia vuota

Riprova con le altre due:

– la famigliola è già a letto

– la stanza del guerriero è vuota, con oggetti sparsi alla rinfusa come se l’occupante sia sparito di fretta e furia.

Passa al piano di sotto, da un disimpegno scarsamente arredato si accede alla stanza dell’oste (che in quel momento sta dormendo), alle cucine e tramite una porta al retro; in questo disimpegno è presente un giaciglio di paglia che non è attualmente in uso.

Torna dai compagni.

Decidono di andare a controllare la stanza del guerriero, slambiccano per un’oretta con la porta che alla fine cede ai grimaldelli della tiefling.

Entrano nella stanza e si mettono a ravanare in giro; Lyath e Teor trovano poca roba, come se il tipo nonostante la fretta avesse con sé l’essenziale: monete di alto taglio, fazzoletto per terra recante l’araldica di Kivim → l’ipotesi è che si trattasse di una fidata guardia del corpo.

Raccogliendo il fazzoletto Gerbo, Amrunithil e Lyath si dirigono silenziosamente al piano di sotto, la tiefling abilmente apre la porta e i tre entrano nel disimpegno.

Dalla stanza è evidente che il pagliericcio sia stato usato relativamente di recente, ma chi lo ha occupato non ha lasciato niente andandosene.

L’idea è che il nobile si sia fermato per la notte e il locandiere gli abbia ceduto il letto andando lui a riposare nel pagliericcio.

Rimangono ad aspettare il locandiere nello stanzino fino al mattino.

Il mezzorco è preoccupato di trovarli lì davanti e viene messo alle strette da Amrunithil, che gli chiede chi stesse occupando il giaciglio di paglia.

Il tono della mezzelfa è tranquillo e pacato e il mezzorco non reagisce male, dicendo di aver avuto ospiti speciali.

Amrunithil insiste e il mezzorco tentenna, Lyath si intromette e gli dice che sono alleati del nobile e che sanno che ha passato la notte in locanda (tira fuori il fazzoletto come prova).

Il mezzorco cede e spiega che stava nascondendo il nobile su sua richiesta, e che quando la sera li ha visti in taverna chiedendo di lui è corso ad avvisarlo facendolo scappare assieme al suo capitano.

Non ha idea di dove possa essere andato, dalle sue conoscenze non ha altri posti in cui nascondersi ed è possibile che stia tentando di allontanarsi dalla città. Propone di andare a cercarlo alla sua dimora, ma viene informato che chi lo sta cercando è già passato di lì e ha fatto una strage.

Qualche convenevole dopo i quattro ringraziano e si allontanano.

Idea: tentare il tutto per tutto con l’evoca animali del druido mandando alla ricerca del nobile uno stormo di uccelli.

Gerbo evoca 32 corvi e li manda a perlustrare la zona indicando di cercare due cavalieri.

Un’oretta dopo un corvo torna e becchetta sulla mano di Gerbo, allontanandosi verso sud.

Lyath usa speak with animals per capire cosa l’animale abbia visto: due persone vicino a cavalli, direzione sud, al limitare della foresta, morte. Porconando i quattro decidono comunque di raggiungere i corpi, pensando che il nobile possa avere qualcosa di interessante in tasca.

Arrivati alle prime propaggini della foresta è evidente sia stato un massacro: sia cavalieri che cavalli sono stati macellati.

Analisi della situazione:

– sfruttando le conoscenze arcane e l’incanto detect magic Lyath è abbastanza sicura che nel combattimento non siano state usate le arti magiche MA alla vista risalta il borsello del guerriero, che emana un’aura di invocazione.

– l’affinità con la natura di Amunithil e Gerbo consente di ricostruire la scena: delle frecce hanno colpito gli animali durante corsa, facendo disarcionare i cavalieri; questi non si sono fermati ma si sono addentrati un poco nella foresta dove hanno entrambi trovato la morte, il guerriero crivellato di frecce e il nobile decapitato (non si trova la testa, si ipotizza che sia stata portata al mandante come conferma dell’avvenuta uccisione).

Amrunithil tende le orecchie e cerca di capire se qualcuno è nei paraggi, non avverte niente ma è possibile che durante il giorno vi siano meno pattuglie e che queste preferiscano usare esce per attirare i viandanti.

Mentre Lyath si intasca il borsello del nobile Amrunithil sfrutta la bussola per individuare la posizione della testa del nobile, e dopo momenti di concentrazione individua la sua direzione verso la Roccia del Drago.

Tasche dei morti:

– cavaliere → 40 MO

– nobile → niente

Tornano in città alla torre del mago, che identifica la saccoccia del nobile: borsa delle necessità, si apre con una parola magica (apriti in elfico) e all’interno ci si possono riporre molti oggetti.

Lyath inizia a tirare fuori cose: un sacchetto con 250MO + documenti fra cui i diari del nobile e atti delle sue proprietà + dipinti e cose personali + mazzo di tarocchi magici (mazzo della divinazione: 1/d mescolo il mazzo e tiro fuori 3 carte, la sua lettura permette di castare l’incanto divinazione. Si può porre una domanda al mazzo, che non parla come tramite di una divinità, riguardo eventi che avverranno entro 7d).