Il beholder troneggia nella stanza e si osserva attorno con attenzione.

Lyath si ricorda che i beholder sono creature intelligenti ma xenofobe, isolazioniste e narcisiste; dal libro trovato nella prigione crede che il suo nome sia Mormok e pensa di potere ragionarci.

Killian rivolge la propria attenzione all’aspetto di tutti i prigionieri: il drow è profondamente disorientato (dovuto sia alle torture che al cambio dimensionale), l’angelo ha qualche livido addosso ed è emaciato (probabilmente lo hanno tenuto a lungo a digiuno), gli elementali sono furiosi e il beholder è pesantemente incazzato.

Una voce gutturale risuona nelle teste di tutti, riconoscono essere deepspech ma nessuno lo sa comprendere.

Il beholder si gira attorno e riprova a parlare più lentamente con meno rabbia.

Lyath si inginocchia e gli si rivolge in infernale, ma la creatura è evidentemente confusa. La tiefling riprova col comune, ma come effetto ottiene di farlo incazzare.

Killian tenta di comunicare telepaticamente; stavolta la creatura sembra capire e direziona tutti i suoi occhi verso il mezzelfo. Per qualche secondo il ragazzo si sente svuotato di qualsiasi capacità magica.

Il beholder sembra attendere e Killian continua, dicendo di essere lì solo per prendere una persona e di non avere intenzioni negative nei suoi confronti.

Il beholder tira un colpo alla parete facendola crollare, Killian cerca di evitare di peggiorargli l’umore e gli dice del portale per uscire.

Il beholder lo guarda molto arrabbiato

“Ho fatto un casino!” dice Killian ai compagni, poi la creatura sfonda definitivamente la parete.

Killian riprova il dialogo, il beholder lo guarda intensamente, con alcuni tentacoli colpisce la parete e con i frammenti a terra forma una palla che lascia ai piedi del mezzelfo.

Nessuno capisce cosa voglia comunicare, quindi la creatura afferra Killian con un tentacolo e se lo porta via.

Prima di andarsene dice agli altri di raccattare il suo amico, poi viene trascinato fino all’entrata.

Lyath va dall’angelo e cerca di dirgli in comune di seguirla per l’uscita.

Fortunatamente la creatura è poliglotta e riesce a comunicare senza problemi. “Io sono Zakeon, verrò con voi”. Lyath gli dice di avvisare se riesce gli elementali “Non ce n’è bisogno, vogliono rimanere qua a stabilizzare il posto perché stanno dicendo che collasserà a breve.”

Nel mentre Killian arriva al portale e lo attiva con la parola anima, entra e riesce dal portale nello stesso punto di entrata. Il beholder inizia ad alterarsi pesantemente.

Arrivano anche gli altri e Killian dice cosa ha fatto al portale.

Lyath non vuole che il beholder vada in città e imposta la parola limite, per raggiungere la Roccia del Drago.

Il beholder cerca di comunicare qualcosa e l’angelo, facendo da tramite, dice che la creatura vuole andare a casa.

La tiefling dice che per come funzionano i portali degli Illithid ha bisogno di una parola specifica per mandarlo lì, non potendolo fare avvisa che sarebbero arrivati in una caverna precedentemente controllata dai nemici ma che lì avrebbero avuto il tempo di poter ragionare su come mandarlo a casa.

Il beholder sembra compiaciuto ed entra nel portale assieme agli altri.

Sbucano in un’ampia stanza ben arredata e i due ogri di guardia vengono atomizzati dal beholder appena li vede.

La creatura ringrazia, dice che la caverna è accogliente e sente la presenza di alcuni suoi simili; potrebbe rimanere e salvarli, ma preferisce andare a casa.

Non potendo uscire dalla grotta senza creare scompiglio e senza idee valide del gruppo suggerisce di trovare un incantesimo di camminamento planare in modo di poter essere autonomo nello spostamento; invita quindi tutti a uscire dalla sua dimora e di tornare una volta che hanno una soluzione.

Lyath è vicino a una scrivania e tira su delle carte: c’è una mappa del posto e individua due possibili uscite.

A votazione vanno a nord, Teor in testa.

Appena partiti un sigillo per terra si illumina e una nube di gas velenoso avvolge il padellino.

Prima di ripartire Lyath attiva detect magic, Amrunithil attiva scopri trappole e Killian manda avanti il famiglio. Non trovano nulla di utile (effettivamente sarebbe stato più utile farlo prima)

Passano davanti una porta (Killian la apre e trova i bagni) e continuano arrivando a un’armeria.

La strada continua in un corridoio con il pavimento coperto di ghiaccio.

Killian casta identify: il ghiaccio esiste perché supportato da un incantesimo che crea del vento gelido, guardando il giro vede il suddetto vento uscire da dei bocchettoni a livello del pavimento.

Gerbo sfrutta mold earth per bloccare i bocchettoni, rimane solo il pavimento ghiacciato.

Lyath ci mette un piede sopra e vede che andando avanti il ghiaccio è spesso e profondo.

Amrunithil dà un occhio e capisce che è un lago sotterraneo congelato, molto probabilmente la superficie è molto spessa.

Per sicurezza viene preso un manichino dell’armeria, vestito con armatura e spinto sul ghiaccio.

Vedendo il ghiaccio reggere Amrunithil inizia a strisciarci sopra, pochi metri dopo attiva qualcosa e anche lei è avvolta da una nuvola di gas.

Arriva fino in fondo, torna poi sui suoi passi per avvisare gli altri su come procedere.

Arrivati tutti dall’altra parte intravedono la luce dell’esterno filtrare da sotto una porta.

Lyath appoggia l’orecchio alla porta, non sente nell’immediato nessun suono pericoloso.

Killian manda il famiglio in avanscoperta: non ci sono pericoli nelle immediate vicinanze.

Aprono la porta e davanti sono a una piccola radura con subito al limitare l’inizio del bosco fitto.

In lontananza sono evidenti colonne di fumo e Amrunithil sente grida di battaglia. Collegando le informazioni in loro possesso sono sicuri che si tratti dei punti in cui ci sono gli accampamenti degli ogri.

L’angelo è reticente a seguirli da mago ma prima di lasciarli per sdebitarsi racconta il motivo della sua permanenza nella prigione: prima della sua cattura stava cercando di portare a termine una missione, spiega che gli angeli hanno un ruolo di guardiani ed evitano che forze del male prendano il sopravvento sulla terra; sono presenti varie congreghe angeliche e ciascuna presidia un determinato territorio, se fa bene il suo dovere cose come quelle successe a Pirtalmby non dovrebbero accadere. Evidentemente qualcuno della sua congrega deve essere stato corrotto o aver fatto un patto con gli Illithid, ha provato a indagare e nel mentre che lo faceva è stato catturato. Ha scelto l’esilio fino a che ci saranno traditori all’interno della sua congrega, una volta che sarà certo che la situazione tornerà luminosa tornerà con loro a fare del bene ma fino ad allora si allontanerà in una montagna lontana (indica un picco in lontananza).

Picco delle aquile (nelle montagne a nord, 5d di cammino) è dove ha sede il suo gruppo e dice che se volessero indagare più approfonditamente dovrebbero andare lì, ma si raccomanda di non nominare ne gli Illithid ne il suo nome per non insospettirli. Teme infatti che siano stati stretti accordi con varie aberrazioni e non solo con gli Illithid.

Detto ciò l’angelo ringrazia e se ne va.

In città la situazione è caotica: da una parte la chiesa di Azazel sta aiutando le gente a riprendersi (ora che il potere del parassita è venuto meno), dall’altra la corte dei Grigi è arrivata e sta dando battaglia agli ogre.

La superiorità militare è evidente e in capo a pochi giorni degli assedianti rimangono solo i cadaveri carbonizzati.

EPILOGO

2w dopo c’è festa cittadina con consegna di ricompensa e chiavi della città.

Killian sceglie di rimanere nell’ombra e di non farsi riconoscere come facente parte del gruppo degli eroi.

Lyath al contrario preferisce mettersi al centro della festa, senza perdere occasione di ringraziare calorosamente la Chiesa di Azazel senza il cui supporto l’impresa sarebbe stata molto più ardua.