Gerbo si riprende dal controllo mentale e sbrocca “Ma è possibile che nessuno si fosse accorto che ci fosse qualcosa di sbagliato in me? Ero posseduto, ma non mi è sembrato foste preoccupati”
Lyath va a rompere il portale rimanente e gli orsi di Gerbo vanno a spostare il mobilio davanti alla porta.
Si opta per riposare, facendo turni di guardia per evitare spiacevoli inconvenienti.
Le carte precedentemente sulla scrivania vengono raccattate da terra da Lyath e messe da parte per dopo.
Inizia il riposo, durante il suo turno Amrunithil vaga per la stanza con un crescente senso di ansia e claustrofobia, come se la stanza si stesse restringendo. Avverte anche rumori in lontananza, come se la morte del Cervello Antico abbia destabilizzato le fondamenta del luogo e i vari abitanti stiano cercando il loro posto. Guardando in giro non trova nulla di prezioso, solo delle carte con disegni di oggetti (quasi tutti una statuetta e una sfera).
Interessante è il ritrovamento di una lettera: “Ringraziamo la vostra generosa donazione, non vi preoccupate non vi saranno supervisioni da parte nostra sul vostro operato.” Firmato M.
Infine prende la bussola e si concentra sugli Illithid: la bussola frulla che è una meraviglia.
Lyath scartabella con i fogli, le didascalie sono in Qualith e cerca eventuali disegni che possano ricondurre alla prigione trovata nel rifugio. Non trova nulla del genere, magari sono da altre parti o sui fogli ci sono solo identikit.
Teor è estasiato dal fatto che tornerà dalla moglie.
Killian tira fuori la sfera che si è intascato e cerca di capire come liberare la statua dalla sfera, intuisce che un incanto oltre le sue conoscenze.
Fortunatamente le otto ore di riposo non vengono disturbate da niente e nessuno.
Il famiglio di Killian avverte che fuori la porta è ancora tutto tranquillo e ciò permette a Lyath di castare comprensione dei linguaggi per scorrere una seconda volta i fogli.
Killian appoggia una mano sulla spalla della tiefling e cerca di dissimulare malamente un tentativo di qualcosa per starle vicino. Lyath lo scaccia in malo modo riconoscendo che il compagno ha castato qualcosa, ma non sapendo cosa non si preoccupa troppo quando lo vede andare a sedere poco lontano.
Dedicandosi al tomo scopre cose interessanti: è un libro della biblioteca degli Illithid sulle origini di artefatti, specialmente quelli identificati e trovati dagli Illithid nei vari piani; ravanando un po’ su una pagina trova una descrizione di come gli Illithid abbiano trovato e modificato la gabbia/prigione e il suo funzionamento. Ora è più chiaro come aprire una stanza specifica, entrarci e come spegnerla (nel caso probabilmente si liberebbero tutti i prigionieri)
In tutto ciò Killian grazie al suo incanto riesce a leggere ciò che sta leggendo la compagna e vede che sul libro è probabile che ci siano cose utili a lui.
Amrunithil avvisa che avverte un ronzio in lontananza, probabilmente dalla direzione del portale principale di ingresso alla tana; ipotizza che possa essere legato al meccanismo che alimenta la gabbia (secondo il tomo si tratterebbe di un essere vivente magico attaccato a dei macchinari che lo prosciugano dell’energia vitale).
Escono dalla stanza e tornano sui loro passi, fino ad arrivare alla stanza prima del portale.
Allungano le orecchie e dai rumori avvertiti Lyath crede che più che un macchinario possa trattarsi di un secondo neothelid o comunque una creatura enorme e imbizzarrita dal fatto che non è più controllata da nessuno.
Preferiscono evitare lo scontro e tornano indietro, arrivano alla prigione facendo il giro largo.
La situazione all’interno della stanza è immutata rispetto la volta precedente.
La sfera galleggia al centro della stanza, un cerchio è alla sua base e dal pavimento ogni tanto emergono getti di energia verso la sfera.
Gerbo si aggira per la stanza analizzando l’oggetto nel suo insieme: ravanando mette le dita nel pavimento e trova una leva, tirandola si apre uno scomparto e appare un tizio emaciato e molto debole al quale sono collegati vari tubi. Sembra essere un elfo.
Delle rune sono incise ai lati del loculo, Gerbo ipotizza che servano per estrargli la magia mentre i tubi servano per alimentarlo.
Per capirci qualcosa Killian evoca mano magica e la manda nel loculo, vengono toccati sia il tizio che le rune ma non ci sono reazioni improvvise (giusto una lieve sensazione di “risucchio di magia”).
Con le corde gli legano le mani, lo tirano fuori dal loculo e con l’aiuto del padellino lo curano un pochino.
Appena viene a mancare l’alimentazione la sfera inizia a sfarfallare, si contrae e implode. Nella stanza compaiono varie figure, fra tutte spiccano un beholder in perfetta forma, un angelo sbatacchiato, un drow messo non benissimo e quattro elementali della terra in buone condizioni.