Il gruppo riparte alla volta della città, durante il tragitto Lyath ne approfitta per fare una conta del bottino: 200 MO + gemme per 300 MO + 35 barre di electrum (ognuno vale 0,5MO).
All’imbrunire la città è in vista, entrano da una delle porte senza che le guardie li fermino e iniziano a percorrere le strada principale, fermandosi a un bivio che indica “Taverna La Caverna” in cui decidono di fermarsi.
Si tratta di un locale grande e ben tenuto, abbastanza frequentato in cui il taverniere è un dragonborn; la serata trascorre stranamente tranquilla: Lyath gioca a carte con un gruppo di avventori, Medrash chiacchiera col taverniere informandosi sull’ubicazione dei negozi migliori di alchimisti e maghi e gli altri due bevono una birra placidi in un angolo.
Anche la notte trascorre senza intoppi e il mattino i nostri eroi sono freschi e riposati.
Prima tappa è un gioielliere, dove vendono le gemme e comprano una perla, necessaria a Esfarien per usare l’incantesimo di identificazione per gli oggetti magici. Fatto l’acquisto, mentre si dirigono alla bottega di un alchimista, il mezzelfo comunica ai compagni che l’amuleto preso dalla bisaccia del morto della locanda putrida può far usare l’incanto “chiaroveggenza” a chi lo indossa (1/d consumando 1d20 MO).
Il laboratorio a cui giungono è grande, pieno zeppo di artefatti, gestito da un dragonborn di nome Tolmund.
Medrash avvia le trattative per poter identificare i rimanenti oggetti magici e, arrivando a una conclusione di 30MO a pezzo, ottiene:
– giara: giara alchemica, 1/d si può riempire di una sostanza a scelta
– bracciali: maledetti, avvelenano il portatore ma gli aumentano la forza [vengono venduti per 50MO]
– frecce (x10): aggiungono danni da ghiaccio (1d8+2) [vengono dati ad Amrunithil]
– anello della cassa: “invisibilità” 1/d x1h, richiede affinità con il proprietario.
Il processo richiede tempo, quindi Esfarien e Lyath rimangono ad aspettare, mentre Medrash e Amrunithil vanno verso la piazza per cercare una bacheca da cui capire se ci fosse una taglia sul troll.
La piazza della città è gremita di gente, chi vaga per gli affari propri e chi si dirige o torna dalla grande quadricattedrale che si erge sul lato nord [dedicata agli dei Tyr – Lathander – Mask – Eldath].
Al centro della piazza trovano effettivamente una bacheca, sulla quale leggono due annunci riguardanti dei ricercati e uno su una caccia al cinghiale. Accanto vi è una guardia, evidentemente molto annoiata, a cui chiedono informazioni su eventuali taglie; inizialmente l’uomo cerca di farsi dare dei soldi ma, prima che l’elfa gli salti al collo, l’animo pacificatore del dragonborn interviene dando in cambio una bevanda rinfrescante e una piccola benedizione in nome della dea.
La guardia accetta e consiglia di andare in caserma, dando le opportune indicazioni ai due.
Decidono di separarsi momentaneamente: mentre Amrunithil va a prendere gli altri per poi andare verso la caserma, Medrash ne approfitta per dirigersi al tempio.