La torre non è molto grande, giusto un avamposto con lo spazio sufficiente per una decina di persone. All’entrata vengono accolti da un ragazzo sulla ventina che saluta Lyath e le chiede la natura della loro presenza.

Vengono portati in un refettorio, dove il ragazzo fa cenno alla tiefling di seguirlo per poter parlare in privato. Nella stanza accanto consegna alla ragazza una lettera dicendole che è da parte del maestro Dardanos, il quale è passato un paio di giorni prima diretto a sud; le chiede informazioni sui suoi compagni e la ragazza coglie l’occasione per informarlo che le ragazze sarebbero state sue ospiti fino a nuovo ordine.

Nel mentre Esfarien e Medrash curiosano in giro, trovando armi e passaggi nascosti, guardando alla finestra Esfarien vede i segni del passaggio dei bulette.

La tiefling e il ragazzo tornano e il gruppo inizia a cenare; Esfarien ne approfitta per chiedere al ragazzo dove conduce una botola che hanno scoperto prima, viene così a sapere che è l’ingresso alla cantina, luogo da cui parte un tunnel di fuga che va a spuntare dietro una cascata abbastanza lontano dal luogo in cui si trovano.

Tutti si ritirano per la notte e Lyath ne approfitta per leggere la lettera, appena aperta trova una seconda busta sigillata e una lettera: “La situazione è più grave di quanto pensassi, sono andato a Neverwinter a leggere alcuni tomi e lì ho incontrato i capi dei Figli della Notte. Sono sulle vostre tracce. Per l’oggetto che cercate andate alla Taverna dell’Orco, c’è una persona che può aiutarvi con cui ho fissato un appuntamento.”

Nonostante l’ora tarda Medrash ed Esfarien decidono di andare a cercare i cavalli, fuggiti durante la lotta contro i bulette. Arrivando al limitare della radura riescono a trovare sia i segni lasciati dalle ruote del carro che, in direzione opposta, delle impronte di zoccoli. Seguono i solchi e poco dopo trovano il carretto schiantato contro un grosso masso, fortunatamente i due cavalli che lo conducevano sono illesi poco distanti. Riprese le bestie tornano indietro per seguire le orme, poco avanti recuperano il terzo cavallo ma arrivati nei pressi di un fiume perdono le tracce del quarto. Sconsolato nel profondo per la perdita di un altro carretto Medrash dice a Esfarien di tornare alla torre e interrompere le ricerche.

Al mattino i due informano la tiefling che hanno recuperato i cavalli e decidono di tornare in città, nessuno dei tre è capace di cavalcare a pelo quindi mettono i pochi averi in bisacce improvvisate e partono tenendo i cavalli per le briglie.

Fuori dalla portata d’orecchio del ragazzo Lyath dice ai compagni della lettera del maestro, sa dove si trova la locanda citata e sa che si tratterebbe di una deviazione di massimo una giornata. I due acconsentono e seguono la tiefling.

Mezza giornata di cammino dopo i tre sono davanti alla locanda, lasciano i cavalli a uno stalliere ed entrano. Un focolare scoppietta al centro, tre tavoloni sono addossati alle pareti, un bancone con due mezzorchi che stanno spillando da bere è in un angolo, a un tavolo sono seduti due avventori, in un altro angolo un gruppo di mezzorchi sta giocando rumorosamente a freccette e in un tavolino una mezzelfa in armatura sta bevendo da un boccale.

Arrivano al bancone e ordinano da bere all’oste, nel mentre che vengono serviti chiedono se nei giorni precedenti sia passato qualcuno di insolito o se sia arrivato qualcuno che ha detto di stare aspettando qualcun altro. Il mezzorco si rivolge alla moglie, la quale dice che l’unico soggetto degno di nota sia stato un vecchio amico, un umano chiamato Dardanos. Lyath si illumina e dice che l’uomo è il suo mentore, la mezzorca risponde che le è stato detto di dire di cercare una mezzelfa, ma non ha altri dettagli in merito.

Girandosi verso la sala i tre notano che la ragazza seduta sola al tavolo si è alzata e sta andando nella loro direzione con passo un po’ barcollante. Si presenta dicendo di chiamarsi Amrunithil e li invita a seguirli nella sua stanza per parlare, i tre sono un po’ perplessi ma la seguono.

Oltrepassano il gruppo di mezzorchi, scendono le scale che portano alle stanze ed entrano in una seguendo la ragazza.

Amrunithil spiega che nei giorni precedenti un messaggero magico le ha detto di aspettare alla locanda delle persone che l’avrebbero aiutata in una sua missione, due giorni e molte pinte di birra dopo, quando ormai aveva deciso di tornarsene per strada, compare questo strano trio, e ascoltando la loro richiesta capisce di aver trovato i suoi obbiettivi.

Lyath per eliminare ogni dubbio le chiede se sappia dove si trova la Grotta del Silenzio, dopo la risposta affermativa le allunga la lettera lasciata dal maestro. La mezzelfa legge avidamente le parole e, appena finito, accetta senza alcuna obiezione l’incarico di fare da guida.

Escono dalla stanza intenzionati a partire immediatamente, ma passando nuovamente fra gli orchi Medrash viene trascinato all’interno del gioco. Esfarien e Amrunithil si uniscono, mentre Lyath si appoggia al bancone e osserva la scena boccale alla mano.

Il trio fa uso delle proprie capacità, anche arcane, e vincono a man bassa accendendo l’animo degli avversari. Parte la rissa e dopo poco i mezzorchi sono un po’ malmessi, cercando di evitare una strage Lyath allunga qualche moneta d’oro al taverniere e fa offrire da bere ai mezzorchi. Mentre questi si lanciano su una botte la tiefling guarda schifata i tre mentre raccattano delle monete da terra, evidentemente intenti a rubarsele a vicenda, e gli grida di darsi una mossa.

Uscita è come pervasa da un senso di leggerezza, insospettita rientra, tenta di castarsi un’armatura magica; il fallimento è la conferma di come nella locanda vi sia qualcosa che blocchi gli incanti che non siano molto blandi.

Ripartono alla volta della città, dopotutto devono tornare a fare rapporto alla gilda e a intascarsi la ricompensa del duca. Lungo la strada trovano una stazione commerciale dove riescono ad acquistare le selle per i cavalli e un carretto.