Lyath raggiunge il cadavere dell’incantatore e inizia a frugargli nelle tasche alla ricerca di qualcosa che possa dare maggiori informazioni su qualsiasi aspetto della precedente mezz’ora. La frugalità che sembra caratterizzare questo gruppo si estende anche a questo soggetto, visto che la tiefling riesce a trovare solo tre oggetti in mezzo agli stracci: un kit da erbalista, una fiala e un grosso libro; mette da parte i primi due oggetti e si concentra sul tomo: voluminoso, la parte frontale reca il disegno di un Ouroboros, aprendolo la ragazza si trova davanti un linguaggio indecifrabile. Stizzita lo richiude e lo ripone nella bisaccia.
Torna dai compagni e li trova accanto alla strada poco oltre la fine della discesa, hanno trovato il campo nemico e sono intenti a spostare i cadaveri in una tenta sperando di nasconderli alla vista di eventuali viaggiatori. Dando una mano al gruppo si accorge che tutti i cultisti recano tatuato il simbolo visto sul libro e che alcune maschere sono uscite indenni dallo scontro, motivo per cui decide di intascarsele.
Finito l’ingrato compito Medrash decide di controllare le tende, sta per entrare nella prima quando Lara lo afferra per un braccio, gli gesticola di tacere e gli indica un punto verso la fine della radura.
Lyath si accorge dello scambio fra i due e invita caldamente Esfarien a rendersi utile a andare a controllare, cosa che il mezzelfo fa andando a posizionarsi dietro una roccia. Il dragonborn segue l’esempio del compagno e si avvicina dalla parte opposta usando come scudo gli alberi.
Dalla sua posizione Esfarien osserva quattro cavalli e uno zelota che li sta tenendo a bada; osservandolo meglio il mezzelfo crede di capire il perché sia stato messo a fare da stalliere, infatti lo vede chinarsi spesso a raccogliere briglie cadute e borbottare fra se stesso cose non proprio coerenti.
Per questo esce dal suo nascondiglio e gli si avvicina sorridendo.
Il tipo sembra spaventato, ma Esfarien lo rassicura dicendo che non si tratta di chi lui pensa. Il tizio risponde che qualcuno li ha attaccati e lui è stato mandato a fare la guardia ai cavalli e ora aspetta che i compagni gli dicano qualcosa. Esfarien risponde che non sa niente di ciò, ammicca verso il carretto lì accanto e dice di essere un mercante e di aver merce da vendere alla sua compagnia. Il tipo non è convinto, dice che il carretto appartiene al suo gruppo e chiede al mezzelfo se anche lui faccia parte del suo gruppo. Esfarien annuisce e il tipo finalmente si avvicina, va verso l’albero dietro al quale è nascosto Medrash e lega i cavalli.
La conversazione è durata anche troppo e mentre il tipo cerca di capire dove il mezzelfo fosse stato fino a ora, Esfarien passa all’azione e il tipo cade a terra come un sacco di patate.
Vedendo la situazione sotto controllo Medrash torna alle tende, da una recupera una bisaccia il cui contenuto consiste di un nutrito numero di lettere, alcune scritte in una lingua che lui riconosce essere draconico. Una è sigillata con il simbolo dell’Ouroborus, il dragonborn decide di aprirla e una rapida letta gli permette di capire di stare leggendo il testo di una profezia: è riportata l’accurata descrizione del suo gruppo, con istruzioni di dove e quando trovarli. Trova anche corrispondenza tra il capo zelota sconfitto (Turgon) e membri della setta (fra tutti risalta un certo Mr. Hammock con il quale era in corso una pianificazione abbastanza accurata su come anticiparli e poterli usare per recuperare il Brodwan), pagamenti, obblighi di proselitismo e un appunto sulla destinazione finale (l’entrata della Grotta del Silenzio).
Soddisfatto della sua scoperta va dal prigioniero per interrogarlo, lo sveglia e viene affiancato da Lyath, la quale cerca di mettersi in posa minacciosa con tanto di fiamma accesa in mano.
Il tipo è terrorizzato e risponde balbettando alle domande di Medrash: dice di chiamarsi Tordo, è l’addetto ai cavalli e alle vettovaglie. Assieme agli altri stava aspettando il gruppo da un paio di giorni dopo avere atteso anche a Dunsley. Sull’organizzazione della setta dice che il suo immediato superiore è Turgon, il quale risponde a Mr. Hammock, sopra di lui il Circolo dei Priori e il Sommo, figura all’apice che ha visioni dell’Oltre. Sembra che da una di queste visioni sia arrivato l’ordine di ucciderli perché altrimenti sembrerebbe incombere la fine del mondo (“il tempo è vicino” sembra essere una frase ripetuta spesso dai cultisti). La capitale è il luogo da cui è partito l’ordine di andare a Dunsley per cacciarli.
Finito di interrogarlo il gruppo discute se lasciarlo andare o meno, la discussione va per le lunghe fino a che Lyath si stanca e lancia sull’inerme prigioniero un paio di incantesimi che lo riducono a un mucchio di cenere. Schifati, i suoi compagni la guardano mentre la tiefling si allontana per andare a riposare.