Soddisfatti della piega della giornata decidono di concludere in bellezza e si dirigono verso la bottega dello speziale, nella zona a sud oltre il fiume.
Vengono accolti da un uomo di mezz’età a cui Lyath chiede un rimedio per l’insonnia, l’uomo la squadra per qualche secondo e gliene propone due: una molto amara e una insapore, la seconda a prezzo triplicato rispetto la prima.
La tiefling prova a contrattare sul prezzo, e ottiene una proposta di lavoro: raccogliere dei funghi chiamati “figli dell’abbandono” che crescono in una collina a nord nella città, sono funghi tossici e ritiene che un guadagno di 2 MO a fungo sia sufficiente.
Il gruppo accetta e, dopo avere comprato la pozione più costosa, si avviano nel luogo indicato dall’uomo.
È ormai la sera e la visibilità nel bosco non è delle migliori, ciononostante l’acuta vista di Esfarien permette di distinguere delle tracce con un solco di lato lasciate da un bipede di grandi dimensioni, l’istinto di sopravvivenza li fa concordare sul fatto di cercare di allontanarsi il più possibile.
Dopo un po’ arrivano in una radura e trovano i funghi: piatti e viola con spore violacee nella parte superiore.
I tre si guardano in faccia e realizzano che nessuno ha pensato di portarsi dietro un sacco e dei guanti.
Decidono quindi di sostituire il sacco con un mantello e di maneggiare i funghi con un coltello. Con un po’ di difficoltà recuperano un consistente bottino e al mattino ripartono per il negozio dello speziale.
Questo non è molto contento per lo stato di conservazione dei funghi e dà come ricompensa solo 39MO.
Senza nient’altro da fare poltriscono alla gilda fino al primo pomeriggio del fatidico giorno.
Dopo aver noleggiato dei cavalli partono alla volta della villa di campagna dei Prestascudi, con Esfarien alla testa del gruppo (sono stati informati dalla ragazza che essendo una famiglia di mezzelfi i ruoli di comando sono soliti affidarli a membri della loro razza).
Poco prima dell’arrivo il mezzelfo attiva uno dei suoi incanti e fa apparire sulle suo vesti lo stemma della casata. In un’oretta circa sono alla villa dove vengono fermati da un governante. Gli spiegano che hanno ordine di riaccompagnare in città la ragazza e gli porgono la finta lettera di Lord Prestascudi.
L’uomo è perplesso, ma constata l’autenticità del timbro e fa chiamare la ragazza.
Appena il cavallo è sellato partono alla volta della città seguendo la strada principale.
Una mezz’oretta dopo, mentre fiancheggiano il bosco, vedono arrivare dei soldati dalla parte opposta; i tre non prestano troppa attenzione, ma Marina riconosce le guardie del padre.
Il tempo è poco e, improvvisando, Lyath strappa il mantello a Medrash e cerca di coprire la ragazza.
I soldati si affiancano e salutano, chiedendo dei loro affari.
Lyath spaccia il gruppo per viandanti che stanno accompagnando la compagna malata, facendo un cenno a Marina, in città per cercare una cura. Le guardie chiedono circa il percorso fatto e la tiefling risponde che si sono tenuti lontani da tutti, inclusa la villa che hanno oltrepassato per ultima, per evitare di contagiare qualcuno. Le guardie sembrano convinte e li lasciano ripartire.
Appena i soldati si sono allontananti spronano i cavalli fino a una radura vicino alla città. Qui escono dalla strada addentrandosi nel bosco per poter consentire a Marina di indossare gli abiti maschili necessari al camuffamento.
Scesi da cavallo si guardano attorno e notano un cerchio di pietre ed Esfarian si accorge che al centro vi è una sfera che vi brilla di una luce azzurra. Attorno si notano dei funghi appassiti e delle orme che portano a un sacco abbandonato.
Lyath lancia sottovoce l’incanto “individuazione del magico” e constata che sia la sfera che qualcosa nel sacco stiano emanando un’aura magica: dal sacco proviene un’aura di rinforzo, mentre dalla pietra una di evocazione (intuisce si possa trattare di un globo fluttuante che sprigiona luce a comando e segue la persona che lo ha attivato).
Improvvisamente Esfarien sente un rumore alla sua destra, ma prima che possa avvisare i compagni l’albero vicino a lui viene frantumato da una grossa mazza e al suo posto compare un grosso ogre.
In men che non si dica i tre sono in assetto da battaglia e avvertono la ragazza di stare dietro di loro.
Esfarien attacca per primo evocando un tuono, è seguito da Lyath che fa partire dalle sue mani un cono infuocate e da Medrash che si para davanti alla ragazza e sputa un fiotto d’acido al mostro. La creatura si incazza e tira una potente randellata a Medrash.
Esfarien decide di estrarre la spada e attaccare la creatura, ma il risultato non è dei migliori; Lyath evoca un turbine di fuoco, mentre Medrash tira fuori le scimitarre e parte all’attacco.
Stavolta la creatura si rivolge verso Lyath e le fa un bell’occhio nero.
Esfarien si sposta poco lontano dal gruppo ed evoca un altro tuono, Lyath raccoglie le energie per l’ultimo cono di fuoco e fa cascare l’ogre a terra.
La tiefling si avvicina alla creatura e per sicurezza le taglia la gola. Visto che il pericolo sembra essere cessato taglia col coltello le parti dell’ogre sbruciacchiate e se le mangia, sotto gli occhi schifati dei compagni e della ragazza.
Medrash nel mentre, ricordandosi che gli ogre tendono a portarsi in giro oggetti di varia natura, va dal sacco e lo svuota, facendo cadere varie cianfrusaglie. Rovista un po’ tra ossa e roba marcia di ignota natura fino a trovare una mazza, che Lyath conferma essere la sorgente dell’aura magica che vedeva.
Il gruppo si dà una ripulita veloce e, fatta cambiare la ragazza e dandole in dotazione una coppia di pugnali per rendere il travestimento più credibile, ripartono alla volta della locanda.
Entrano in città da un’entrata secondaria e decidono di farla accompagnare solo da Esfarien, mentre gli altri due attendono nella piazza.
La locanda è poco affollata e, arrivato al bancone senza nessuna scocciatura da parte degli avventori, chiede la chiave della stanza, dicendo di essere a servizio di Lord Verdefoglia; accompagna la ragazza al piano di sopra, le dà il sonnifero per il vecchio e si congeda.
Velocemente raggiunge i compagni e si dirigono dai Verdefoglia.
Vengono portati al salone principale, dove troneggia un tendone che nasconde un palco.
È ancora presto per la performance, quindi si cambiano e sfruttano il tempo a loro disposizione per recuperare un poco di forze.