Per semplici ragioni logistiche decidono di recarsi da Borland; passano i vicoli del mercato, poi uno stretto viottolo in cui notano una strana porta verde che, secondo la memoria di Lyath, non sarebbe dovuta essere lì. Decidono di ignorarla e continuano sulla strada che porta dall’uomo.
Arrivano davanti a un palazzo nobiliare, tinto di azzurro e bianco, e bussano. Li accoglie una ragazza che li indirizza al retro del palazzo, dove è effettivamente locata l’abitazione/bottega dell’artigiano.
Inizialmente l’uomo sbatte la porta in faccia ai tre, ma dietro persuasione monetaria acconsente a farli entrare.
Si spacciano per avventurieri al servizio della giovane Prestascudi e spiegano il motivo della loro visita descrivendogli dettagliatamente il pomo della spada; il vecchio è visibilmente turbato e cerca di temporeggiare, la discussione si infiamma e alla fine il vecchio cede dicendo di aver creato un oggetto simile per Lara Verdefoglia (giovane rampolla dell’omonima famiglia).
Lyath è soddisfatta dell’informazione, ma Esfarien preferisce approfondire chiedendo informazioni sulla famiglia: ricchi commercianti di seta e avorio, hanno chiatte per il commercio con le quali risalgono il fiume fino alla città di Kor; hanno due figli (Lara e Kram), il padre si chiama Victor e la madre Valeria; secondo il vecchio si tratta della famiglia più influente della città.
Conclusa la ricerca ringraziano ed escono, dirigendosi dal secondo artigiano.
Alla bottega trovano un uomo nerboruto, con barba folta e un tatuaggio a forma di martello sulla spalla, assieme a due garzoni; Medrash prende nuovamente le redini del dialogo e spaccia il gruppo per avventurieri in cerca di informazioni, descrivendo l’oggetto. Inizialmente si rivolge al garzone, il quale ricorda della particolarità di un oggetto simile, ma rifiuta di rivelare qualche dettaglio circa la sua origine. Il proprietario decide di includersi nella discussione, allontanando il ragazzo, e dice di ricordare di oggetti simili (è stata descritta solo la forma del pomo, senza includere che si tratti di un’arma): un soprammobile + una lama corta con un’elsa intagliata a modo di un elefante con la proboscide allungata, acquistata da un corriere + una spada data a un capitano di vascello che commercia in spezie.
Ringraziano ed escono, sulla soglia tutti e tre si accorgono del vecchio Borland che sta rientrando di fretta a casa; velocemente si appostano alla porta, ma oltre a imprecazioni contro le difficoltà della vecchiaia non sentono nulla.
Si dirigono verso la gilda, appena in tempo per evitare il diluvio.
Qui Lyath informa i custodi che i due compagni rimarranno come ospiti per un tempo indefinito.
Fatto ciò si dirigono a riposare, decidendo che nella notte avrebbero fatto un giro di perlustrazione presso l’abitazione dei Verdefoglia.