Il gruppo si consulta per decidere se tornare nella stanza delle Malabestie o se rimanere e cercare eventuali passaggi nascosti, scegliendo la seconda opzione.
Thingrim si dedica all’analisi dell’altare, scoprendo dopo poco che bussandoci rimbomba a vuoto; con l’aiuto di Magnar spostano la lastra su cui era appoggiato il libro, scoprendo un vano vuoto.
Ricordandosi di aver incontrato un altro altare tornano nella stanza con la trappola e fanno la stessa cosa, trovando anche qui un vano vuoto. Segue breve discussione se far scattare o meno la trappola, per capire se sotto la pila di libri incantati si possa nascondere l’inizio di una scalinata; per fortuna dell’integrità della tomba l’idea viene abbandonata.
Rendendosi conto del fatto di essere a un punto morto il gruppo torna alla stanza delle Malabestie, tenendo conto del fatto che il loro unico indizio è rappresentato dalle indicazioni criptiche del libro nel punto in cui vengono citate delle “colonne”.
Considerando come la parete nord e quella ovest siano a ridosso di altre stanza il gruppo inizia esaminando la parete sud. Dapprima cercano di seguire le indicazioni annotate, ma notano che senza un punto di partenza sono assolutamente inutili, passano quindi all’osservazione a occhio.
Due sono i gruppi di colonne, perciò Magnar e Frida se li dividono.
Nel gruppo di destra Magnar sente una flebile corrente d’aria e inizia a demolire il muro. Trova un’alcova contenente un mucchietto di monete e un baule; le monete sono 70 CO che vengono distribuite equamente (dopo che Magnar ne nasconde velocemente una decina in tasca) mentre per il baule arriva il gruppo di demolizione nanesca che cerca di aprirlo. Appena il coperchio cede un getto di acido esce improvvisamente, Thingrim riesce ad evitarlo ma Magnar viene colpito senza riportare troppi danni. Per festeggiare l’ennesimo rischio di morte evitato stappa una bottiglia e se la scola.
Nel mentre Frida controlla il gruppo di colonne a sinistra e, dopo un attento esame, è assolutamente certa che non ci sia niente di nascosto e propone di concentrarsi su altro. Non convinti sia Thingrim che Magnar danno un’occhiata e, con il suo occhio attento, Thingrim capisce che i due compagni hanno preso l’abbaglio della vita. Prende quindi il maglio e demolisce la parete, rivelando una porta. Entrano imboccando l’ennesimo corridoio e arrivano a un’altra porta, Thingrim ci appoggia l’orecchio cercando di captare eventuali suoni. Non sentendo niente aprono, trovandosi in una stanza abbastanza grande da contenere una statua di una donna anziana con sopra delle incrostazioni di qualcosa che potrebbe essere sangue. Ancora una volta l’assenza di conoscitori dell’arcano si fa sentire e proseguono sperando di non aver ignorato qualche dettaglio cruciale. Da una porta in basso a sinistra entrano in un corridoio alla cui fine c’è una porta, Yuviel la apre rivelando una stanza buia. Avendo comunque capacità visiva al buio Frida entra guardandosi attorno e capisce di essere entrata nella “stanza delle porte”.
È giunto il momento di spremere le meningi: viene spiegata il foglio con le istruzioni e quattro teste pensanti cercano di darvi un senso. Considerando che l’intero posto è costruito per tenere alla larga tutti pensare di usarle direttamente è follia, considerarli come sostituti per punti cardinali pare troppo semplice, pure leggerli alla dritta è scontato. Dopo un estenuante ragionamento tirano fuori un risultato talmente astruso che potrebbe essere quello corretto. Fortunatamente lo è e riescono a superare indenni la sala.
Superando l’ennesimo corridoio giungono davanti una porta che viene aperta dopo aver controllato per eventuali rumori molesti.
L’arredamento è insolito per il luogo: una fontana troneggia al centro, da una bocca di leone sgorga dell’acqua talmente limpida da essere riconoscibile da relativamente lontano, una brocca integra è appoggiata sul bordo della vasca.
Incuriositi, Thingrim e Magnar entrano. Improvvisamente un implacabile senso di arsura prende Thingrim, il quale si avvia verso la fontana con l’intento di placarla.
Anche Frida e Yuviel entrano e, come per il compagno nano, anche nell’elfa spunta lo stesso desiderio e segue Thingrim verso la brocca. Entrambi sembrano essere sordi ai richiami dei compagni.
Yuviel è la prima a raggiungerla, la immerge e fa per portarla alla bocca, ma con estrema rapidità Frida riesce a raggiungerla e le strappa il contenitore dalle mani. L’elfa è presa dall’ira e fa per scagliarsi contro la compagna, ma uno schiaffo ben assestato dell’halfling sembra farla tornare in se.
La stessa scena si ripete con i due nani, appena Thingrim cerca di abbeverarsi Magnar parte in carica per fermarlo; purtroppo non è sufficientemente veloce e Thingrim riesce a bere un po’ d’acqua prima che il compagno lo investa. Un senso di bruciore intenso lo pervade, per poi smettere improvvisamente lasciandolo spossato. [-10 AC, F e R]
Yuviel si sente pervasa da un senso di inquietudine, e suggerisce di lasciare la sala.
I compagni la seguono lungo un corridoio sulla parete est, alla fine vi è una porta sotto la quale vi sono alcune macchie scure, che si suppone possa essere sangue.
Pensando alla presenza di una trappola Frida fa allontanare i compagni, stacca una torcia dalle pareti e la lancia verso la porta, la quale prende lentamente fuoco. Non sembra succedere nulla di che, se non per il fatto che Magnar improvvisamente avverte qualcosa di minaccioso al di là della porta. Frida cerca di sbirciare fra i pezzi crollati e nota che il fuoco si è propagato nella stanza seguente, ma non riesce a capire tramite cosa.
Thingrim si affida al fido trombone e demolisce la porta, avvertendo subito dopo lo sparo un suono attribuibile a un grosso animale incazzato.
Avvisa quindi i compagni di armarsi.