Frida e Thingrim si trovano vicino all’unica tenda dell’accampamento quando sentono dei suoni provenire dal suo interno. Mentre l’halfling corre verso gli altri membri del gruppo per avvertire di un possibile pericolo, il nano entra a fronteggiare la situazione. Qui trova un uomo legato e spogliato degli abiti, delle vesti rosse a terra e nota una vistosa lacerazione su uno dei lati della tenda. Portato fuori dalla tenda e interrogato brevemente, l’uomo afferma che un mago, facente parte del gruppo di soldati, gli abbia sottratto i vestiti e si sia dato alla fuga. Il nano, senza dubitare delle parole dell’uomo, corre verso uno dei cavalli, vi monta sopra e parte all’inseguimento.

Mentre Magnar decide di ignorare l’avvertimento dell’halfling per darsi alla razzia dei cadaveri, Yuviel segue la compagna e iniziano a interrogare lo sventurato prigioniero. Questi dice di chiamarsi Marcus e afferma di essere un semplice contadino, catturato dal gruppo di soldati per motivi a lui sconosciuti. Pressato dal tono intimidatorio dell’elfa dice di aver sentito gli uomini parlare di un rito di sangue per chiamare dei demoni. L’halfling sembra convinta dal tono dell’uomo e allunga il coltello per liberarlo, ma la maggiore rapidità dell’elfa la ferma. La discussione che segue viene interrotta dal ritorno di Thingrim, il quale informa le due dell’accaduto.

Il dubbio sulla storia dell’uomo diventa molto forte nell’elfa che chiede ai due maghi di aiutarli a capire se sono in grado di stabilire la presenza di capacità magiche nell’individuo. Un esame consente di stabilire l’assenza di poteri ma la presenza di un oggetto magico nascosto nell’individuo. Vinte le riluttanze viene scoperto un monile metallico con una piccola pietra blu al centro, che viene identificato dai maghi come oggetto in grado di “aumentare lo charme sulle persone” (viste le già notevoli capacità di persuasione di Frida il gruppo concorda sul lasciare che sia lei a sfruttarne le proprietà).

La presenza di questo oggetto viene subito spiegata dall’uomo: l’ha preso dal terreno dopo che è caduto al mago in fuga e, considerata la distruzione della propria abitazione da parte dei soldati, ha pensato che potesse valere qualcosa per rifarsi dei danni.

A questo punto pure l’elfa si convince di avere davanti un innocente e decidono di lasciarlo.

I tre si separano, Yuviel raggiunge Magnar, che nel frattempo ha terminato il recupero oggetti per interrogare l’unico soldato superstite, mentre Frida e Thingrim entrano nella tenda per recuperare la loro parte di bottino (molto fruttuosa per l’halfling e molto sfortunata per il nano, grazie alla sua incauta interazione con quello che era sembrato essere un antico manoscritto). I due guerrieri non hanno molta più fortuna del nano con il prigioniero, questi infatti dice di essere solo un semplice soldato e di non avere molte informazioni utili. Grazie alle minacce di Magnar riescono a farsi dire che il gruppo stava aspettando rinforzi, che avevano l’ordine di catturarli vivi, che il mago che viaggiava assieme a loro era considerato il capo della spedizione (lo definisce Mago degli Ultimi Giorni= gruppo di maghi che hanno rinnegato la magia e stanno supportando Wade Chrone) e che lui personalmente è a conoscenza dell’esatta posizione in cui gli eroi si devono recare, informazione che l’uomo usa per contrattare sulla sua vita. Purtroppo per lui gli avventurieri hanno già un’idea abbastanza precisa della loro destinazione e l’uomo, per la soddisfazione di Magnar, viene fatto annegare nel fiume che scorre lì accanto.

Conclusa la raccolta oggetti utili e informazioni il gruppo decide di seppellire i morti e di ripartire immediatamente, felici di avere nuovamente un carretto. Il viaggio prosegue mentre Frida legge i documenti trovati nella tenda: assieme ad alcune lettere personali ve ne sono un paio in cui si dà una sommaria descrizione del dove dirigere le ricerche e, nell’ultima, una descrizione dei vari avventurieri.

Una giornata dopo arrivano al vecchio cimitero segnato sulla mappa e, grazie alle conoscenze di Thingrim, riescono rapidamente a identificare la tomba più antica. Con un piede di porco divelgono il sarcofago rivelando una scala che si inoltra nell’oscurità. Prevedendo la presenza di trappole Yuviel ordina a uno dei cani (presi dall’accampamento) di scendere le scale. Poco dopo si avverte un rumore secco seguito da un guaito.

Fabbricata e accesa una torcia il giovane nano si offre come avanguardia e scende i gradini.

Davanti a lui si mostra una stanza: non molto grande, sulla parete opposta è presente una statua di un angelo, il cadavere del cane è dinnanzi a lui e, al centro, troneggia un piedistallo in pietra con qualcosa sopra. La sua arguzia gli consente di trovare e, con l’aiuto dell’halfling, di disinnescare la trappola.

Finalmente il gruppo raggiunge l’altare, trovando l’agognata mappa!

L’attenta osservazione da parte dei maghi li avvisa che un potente incantesimo è stato messo sull’oggetto, non riescono a dare una definizione precisa ma sono certi che l’unico modo per attivarlo sia toccare direttamente la mappa. L’astuzia di Magnar viene in aiuto al gruppo: presa una pelle la usa per fasciarsi le mani e prendere la mappa senza che succeda nulla.

Cheaton Ethessalon si rende conto che il punto segnato è molto distante dalla loro attuale posizione e si offre di accompagnarli da un suo contatto in grado di aiutarli a raggiungere la destinazione.

Improvvisamente Yuviel avverte i cani, lasciati all’esterno, abbaiare e, senza pensarci due volte, incocca una freccia e corre via.