Siamo tutti in una cittadina di nome Delverz, non particolarmente grande, fiume che traversa la città 1k di anime, ha due locande, una scadente e una decente, tutti siamo nella seconda, la locanda del porco, con stufato di cighiale gustoso, siamo di sera, “tiro stagioni” estate, clima buono aria calada vento ovest, siamo in una taverna, con confusione nella sala comune
Thingrim:
prende una birra, scorge una sala affollata, sembra sia l’unico puto di ritrovo, alcune persone stano giocando a dadi nell’angoloo più oscuro, l’oste sta prendendo l’ordine e parlottando con alcuni elfi,
taverna abbastanza oscuro e sporca, una scala che porta probabilmente alle stanze e una porta che porta ( odia i goblin).
intrattiene una bella conversazione con un’elfa dai capelli biondi e gli occhi azzurri, con una predilezione evidente per la birra e il cinghiale.
Magnar:
Nella sua stanza a riposare, si risveglia, scende e va verso un gruppo di nani che gioca, dopo un approccio un po’ difficile, riesce a integrarsi e si mette a giocare, dove perde amaramente. I nani comprensivi lo lasciano andare.
Elfa grassa (Yuviel):
Seduta a una tavolo pensosa su dove proseguire il suo viaggio, con una birra sul tavolo, dopo una interessante chiaccherata con un nano, si avvicina al gruppo di elfi, alle prime il gruppo si mostra diffidente, poi si rilassano e iniziano a chiaccherare, dopodichè l’elfa, dopo che uno degli elfi del gruppo si offrì come accompagnatore nel suo viaggio, fece ritorno con lui al suo tavolo dove la aspettava il suo compare nano e ove un altro essere dalle corte gambe aveva preso il suo posto come interolcutrice.
Frida:
si fa i fatti suoi con i suoi conoscenti del posto e continua a farlo
Ravendill:
entra nella locanda, nota un gruppo di elfi e si avvicina, scambia due parole cercando informazioni su un circolo di maghi, senza molti risultati, durante la conversazione una elfa pienotta si avvicina al gruppetto intavolando una conversazione e incuriosendo Ravendil.
i due nani e i due elfi si avvicinano allo stesso tavolo, Magnar:
si avvicina ad un nano con d’avanti un piatto di chinghiale freddo, chiedendogli se potesse unirsi, si uniscono allo stesso tavolo a scambiare qualche parola.
Frida:
esce dalla locanda seguendo un baglliore azzurro intravisto nella locanda, prima di uscire intavola una conversazione con un gruppo composto da due elfi e due nani, cercando di attirare alla fine clienti dal suo maestro, uscendo si ritrova un essere bluastro che vola, un po’ bugnoso. Incuriosita cerca di afferarrlo, però mentre cerca di prenderlo l’essere le parla “cosa stai facendo?!?! non farmi del male, sono solo un messaggero”, scusandosi dice che non voleva fare del male solo era incuriosita dal suo aspetto…” non c’è tempo, sono un ciuffo notturno, provengo da nord ovest a 5-6 giorni di cammino, per me abissale come distanza, devo recapitare un messaggio molto importante, però dobbiamo parlare in privato, qui fuori non è sicuro” la mezzadonna invita il ciuffo notturno nella propria abitazione