L’ora passa senza che nessuno torni dal portale o arrivi a disturbare il gruppo.
Destinazione il covo segreto: progettano l’approccio e scendono la scala verso il glifo.
Il portale viene attivato con la parola anima, un colore rosso intenso illumina la struttura e dopo un flash il gruppo si trova in un posto totalmente diverso.
Il luogo è fiocamente illuminato da un bagliore emanato dalle stesse pareti, ma la luce è sufficiente a far vedere un grande ambiente sotterraneo da cui partono varie strade e due marchingegni collocati a ridosso di una parete.
Armunithil e Killian si guardano in giro e Lyath a supporto attiva individuazione del magico, non sembra esserci nulla di rilevante eccetto per le auree multicolore provenire dai due congegni.
Osservandoli meglio sembra che al loro interno passino gas e altre sostanze, ma la loro funzione rimane ignota.
Gerbo tende l’orecchio e avverte dei rumori provenire da est e da nord, qui i suoni sembrano essere “di mandibole”.
Killian spiega di essere già stato in questo luogo e dice di essere in grado di percorrere a ritroso il percorso per quella che secondo lui è la sala del Grande Cervello. Si avviano per il corridoio sud-ovest, che dopo poco sfocia in un altro corridoio. Killian dice di andare a destra.
Si trovano poco dopo in un luogo di passaggio, in cui lungo il corridoio a sinistra ci sono dei vasi a ridosso della parete, mentre a destra sul muro brillano delle scritte.
Teor si avvicina ai vasi e vorrebbe ficcare il naso, ma i vasi sono alti quindi solleva Gerbo per farlo arrivare al bordo del primo. All’interno sono ammonticchiati degli organi in ottimi stati di conservazione, dell’aria fredda sembra uscire dal vaso.
Passano al secondo e la visione non è differente, tranne per il fatto che sembrano più essere arti e teste.
Nel terzo sono contenuti prevalentemente cervelli.
Lyath nel mentre guarda l’architrave con i glifi, grazie al detect magic ancora attivo si accorge della comparsa di altre scritte sotto le rune che messe assieme formano un indovinello.

Concentrandosi su ognuna delle rune principali deduce che sono tutte magiche e brillano fortemente di un incantesimo ma la mano che le ha incise ha reso impossibile definire con certezza chi fa cosa, la ragazza ha la certezza che ve ne siano di esplosive, di allarme e una di trasmutazione.
Nel frattempo Amrunithil continua lungo il corridoio, arrivando a una stanza con dei tavoli.
Guardando in giro crede possa essere un luogo di ricerca: molto pulito e ordinato, sui tavoli sono posti alcuni cadaveri da cui sono asportati organi.
Torna dagli altri e si mette a ragionare sul significato dell’indovinello, sembrano arrivare a un consenso e credono che il terzo simbolo da sinistra possa essere quello giusto per proseguire.
Prima di procedere avvelenano la giara con i cervelli.
Teor si fa avanti e tocca il glifo, che si illumina leggermente emanando un leggero calore. Tutti gli altri glifi scompaiono e si crea una apertura nella parete, che rivela un lungo corridoio che va verso nord.
Proseguono diritti, ignorando le varie porte e corridoi che si aprono ai lati, anche se tendendo l’orecchio oltre le pareti di sinistra è possibile sentire dei suoni.
Pochi minuti dopo di fermano davanti una porta, a una prima occhiata è di acciaio spesso e rinforzato e sembra essere ben chiusa.
Killian appoggia l’orecchio alla porta e avvisa che avverte un lento ronzio meccanico, con saltuarie scariche elettriche, e un respirare forte.
Credendo possa essere il suo compagno perduto Killian prova a chiamarlo, non ha nessuna risposta.
Lyath tira fuori i ferri e cerca di forzare la serratura, ma questa sembra essere troppo complessa per le sue abilità.
Killian vuole buttare giù la porta a colpi di magia, ma Amrunithil lo ferma proponendogli di darle una descrizione accurata del soggetto in questione per provare a cercarlo con la bussola e cercare di capire quanto può aver senso cercare di entrare nella stanza.
L’idea funziona e l’ago dell’oggetto punta in direzione della porta, che viene designata come prossimo oggetto da far esplodere.
Amrunithil prende un sasso, lo incanta con silenzio e lo appoggia dalla porta.
Killian buffa il padellino che prende il piede di porco ed entra in azione.
Probabilmente l’età non aiuta e la porta non si muove di un millimetro.
Killian rilancia l’incanto al padellino che riprova l’assalto alla porta assieme ad Amrunithil.
Gli altri tre fanno silenziosamente il tifo.
A fatica la porta cede e il padellino apre la porta.
Fluttuante a mezzaria si palesa una sfera fatta di cerchi concentrici che girano su loro stessi, al loro interno sembrano esserci delle figure che si contorcono e battono i pugni contro la parete.
Osservandola con detect magic Lyath nota che brilla di una luce magica talmente intensa da farle bruciare gli occhi (le ricorda la stessa sensazione che provò quando analizzò la borsa conservante).
L’impressione che ha Teor è che possa essere una prigione magica con un elevato grado di sicurezza.
Killian attiva mano magica e la avvicina alle sbarre, per capire gli eventuali effetti presenti: la mano si ferma circa a livello degli anelli, come se incontrasse una barriera.
Si mettono a vagare per la stanza.
Su un leggio c’è un documento in qualith, mentre dalla parte opposta vi è una grande cassa che viene aperta; al suo interno vi sono oggetti vari ed eventuali, fra i quali gli orecchini del compagno perduto di Killian.